Impianti dentali e parodontite: Guida per i pazienti affetti da malattia parodontale

impianti dentali e parodontite
icona calendario 26 Agosto 2022     icona categoria Implantologia

Posso mettere gli impianti dentali se soffro di parodontite?

Questa è una delle domande più frequenti che alcuni pazienti affetti dalla malattia parodontale ci rivolgono perché preoccupati per l’aspetto estetico del loro sorriso e della funzionalità masticatoria dei propri denti.

La parodontite è un’infiammazione cronica dei tessuti che supportano i denti, spesso causata da batteri. Se non trattata, può portare non solo alla perdita dei denti, ma anche a complicazioni nel posizionamento di futuri impianti dentali.

Una delle cose più importanti da sapere è che la parodontite è una malattia che si può curare se affrontata nel modo corretto rivolgendosi a specialisti del settore.

In questo articolo assieme al dottor Paolo Francesco Orlando, miglior parodontolo a Firenze ed esperto di implantologia dentale, cerchiamo di dare una risposta chiara a questa domanda e a tutte quelle che i pazienti pongono durante le visite nonché di sviscerare tutti i temi che legano gli impianti dentali alla parodontite.

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Implantologia e parodontite: tutte le info da conoscere

La parodontite è una delle ragioni più frequenti per cui si verifica la perdita di denti: una condizione nota con il nome di edentulia.

Nota a tutti come piorrea, la parodontite è una patologia che riguarda il parodonto: con questo termine si fa riferimento ai vari tessuti di sostegno dei denti.

Il parodonto può essere distinto in superficiale e profondo.

Il primo è composto dalle gengive: prima che inizi la parodontite, il soggetto soffre di gengivite, vale a dire una infiammazione delle gengive che è dovuta alla presenza di tartaro e placca batterica.

La gengivite fa sì che le gengive siano gonfie e arrossate, in molti casi dolenti e sanguinanti.

Per fortuna, quella della gengivite è una condizione reversibile, nel senso che è sufficiente sottoporsi a una pulizia dei denti professionale e asportare la placca per fare in modo che le gengive si sgonfino e che la situazione ritorni come prima.

Che cos’è il parodonto profondo (e che cosa c’entra la parodontite)

Il bersaglio della parodontite è rappresentato dal parodonto profondo, il quale è costituito dal legamento parodontale, dall’osso alveolare e dal cemento.

È bene sapere che se una gengivite viene trascurata può degenerare in parodontite.

Se la parodontite non venga curata in tempo può provocare la caduta dei denti e a quel punto la sua azione diventa irreversibile e sarà necessario ripristinare i denti persi con gli impianti dentali.

La gengiva, in presenza di parodontite iniziale, non è addossata alla superficie dentaria; in altre parole fra il dente e la gengiva c’è una sorta di tasca, cioè di vuoto, che prende il nome di solco parodontale o tasca parodontale.

La gengivite si manifesta perché il solco viene invaso da microbi e batteri, che innescano la reazione del sistema immunitario, sotto forma di infiammazione superficiale.

Le tasche parodontali

La tasca parodontale diventa sempre più profonda a mano a mano che i batteri si accumulano e la placca si deposita.

Con il passare del tempo, le fibre parodontali vengono distrutte da microbi ancora più pericolosi.

Si tratta di un evento da prevenire, anche perché il compito delle fibre parodontali è quello di fare in modo che il cemento sia ancorato all’osso alveolare o alla gengiva.

Di conseguenza, la progressiva distruzione delle fibre parodontali può innescare varie conseguenze, tutte dannose: per prima cosa il dente non ha più il proprio sostegno, e per questo motivo si potrebbe muoversi e dondolare.

Infatti, gli elementi dentari, specialmente nelle fasi tardive, sono ipermobili.

Ancora, si concretizza un riassorbimento osseo e, nelle persone che hanno le gengive sottili, c’è una recessione gengivale.

Infine, si possono manifestare ascessi parodontali e, nei casi più gravi, si può giungere alla perdita del dente.

Implantologia dentale e parodontite

In caso di perdita dei denti emerge con chiarezza la relazione tra impianti dentali e parodontite: la prima serve a rimediare ai danni causati dalla seconda.

In ogni caso, è molto importante cercare di intercettare la parodontite nel più breve tempo possibile.

Se le fibre non sono più in grado di rigenerarsi da sole, serve un intervento di parodontologia che aiuterà a ripristinare l’attacco che non c’è più.

Alcuni studi mettono in evidenza che è importate curare la parodontite prima di inserire gli impianti dentali.

Andare a posizionare gli impianti dentali senza aver curato attentamente la malattia parodontale potrebbe essere controproducente e si potrebbe verificare una perdita dell’impianto stesso.

Come capire se si ha la parodontite

Quando i denti si muovono o cadono si è già arrivati alla fase terminale della parodontite.

Conviene, invece, essere in grado di riconoscere i sintomi precedenti, in modo da non arrivare allo stadio più avanzato della patologia.

Se le gengive si ritraggono o sanguinano (quando si lavano i denti o, ancora peggio, in altri momenti), si è in presenza di un problema.

Altri sintomi sono rappresentati da ascessi parodontali e ipermobilità dei denti.

Un ultimo campanello di allarme che non può essere sottovalutato è l’incremento della distanza fra denti contigui. Per altro, ognuna di queste condizioni cliniche può essere compromessa dalla presenza di diabete scompensato.

Il nostro consiglio è quello di effettuare dei controlli periodici dal proprio dentista di fiducia cosicché possa tenere monitorato lo stato di salute dei nostri denti e intervenire tempestivamente in caso di piorrea.

Come si cura

A seconda dello stadio della patologia si interviene con un tipo di trattamento diverso.

È chiaro che se si riesce a intercettare la gengivite è meglio, perché una cura preventiva impedisce che il problema si trasformi in parodontite.

Quindi, la rimozione del tartaro, se abbinata a una corretta procedura di igiene orale, offre la possibilità di risanare i tessuti gengivali.

Qualora la gengivite diventi una parodontite è indispensabile una diagnosi rapida. Dopodiché, in base a quanto è grave il caso si può ricorrere a un trattamento chirurgico o non chirurgico.

Per evitare che il rapporto causa effetto tra parodontite e implantologia diventi reale, occorre evitare di perdere tempo e fare in modo che la parodontite venga curata il prima possibile. Spetta all’odontoiatra stabilire come procedere per curare l’infiammazione e fare in modo che i denti possano essere conservati.

Vuoi approfondire: come curare la parodontite

Se la parodontite non viene curata

Nel caso in cui la parodontite non venga curata, il rischio è che l’infiammazione colpisca i denti al punto da provocare la loro caduta.

Se le compromissioni parodontali sono gravi al punto da non permettere la conservazione dei denti naturali, una riabilitazione possibile è l’implantologia a carico immediato.

In che cosa consiste?

I denti che sono compromessi in maniera irreversibile vengono rimossi e rimpiazzati da impianti dentali nuovi.

Nel corso della seduta di implantologia si asportano gli elementi dentari che non possono essere recuperati: una volta curata con attenzione l’infezione, si procede con l’inserimento degli impianti dentali e quindi con l’applicazione della protesi fissa.

Così, il paziente ha la possibilità di ritrovare il proprio sorriso e di recuperare le attività masticatorie.

Parlare di implantologia dentale e parodontite, quindi, non vuol dire spaventare chi soffre di gengive sanguinanti, ma solo indicare come e quando è opportuno agire.

Impianto dentale e parodontite: come si procede

È indispensabile trattare la malattia prima di procedere all’inserimento degli impianti.

Infatti, le tasche parodontali di cui abbiamo parlato in precedenza possono rappresentare un vero e proprio serbatoio di batteri: qui si trovano i batteri che aggrediscono l’osso, i quali per altro possono spostarsi fino alla superficie degli impianti e dare origine a una perimplantite.

La parodontite è una patologia considerata multifattoriale, dal momento che è causata da vari fattori, in molti casi concomitanti gli uni con gli altri.

Tutto dipende da un’infezione che è causata da alcune specie di batteri che si trovano nel nostro cavo orale.

Una non corretta igiene orale può essere una delle ragioni concomitanti alla base del problema, e lo stesso dicasi per il fumo di sigaretta e per le malattie sistemiche come il diabete.

In altri casi, ci può essere una predisposizione genetica da cui scaturisce una forma violenta di infiammazione.

I casi di insuccesso degli impianti a causa della parodontite

È bene essere consapevoli del fatto che nei pazienti che sono colpiti da tale patologia si ha a che fare con un rischio di insuccesso decisamente più elevato.

Le ragioni della perimplantite, che è la patologia che determina intorno agli impianti una perdita d’osso, in linea di massima sono uguali a quelle della parodontite.

Ciò, comunque, non vuol dire che le persone con una storia di parodontite debbano rinunciare agli impianti per rimpiazzare i denti che non ci sono più ma che ci sono delle accortezze da seguire per non incorrere nel problema della perimplantite:

  • Curare la malattia parodontale prima di posizionare gli impianti dentali;
  • Tenere una corretta e scrupolosa igiene orale quotidiana;
  • Sottoporsi a sedute di igiene orale professionale e/o currettage gengivale periodicamente ogni 3 o 6 mesi.
  • Smettere di fumare;
  • Effettuare controlli periodici dal dentista;

Che cosa sono gli impianti osteointegrati

Nella maggior parte dei casi gli impianti osteointegrati sono formati da viti in titanio che vengono collocate all’interno dell’osso alveolare in modo da diventare una parte unica.

Si tratta di pilastri artificiali con i quali vengono sostituiti i denti mancanti: una piccola grande rivoluzione in ambito odontoiatrico, con la letteratura scientifica che ha certificato risultati apprezzabili in tal senso.

L’implantologia, pertanto, è la cura definitiva e ideale per i pazienti, inclusi quelli destinati alla dentiera o a un altro tipo di protesi mobile.

In ogni caso, resta fondamentale capire che già in presenza di una gengivite occorre intervenire nel più breve tempo possibile: interrompere il progredire della malattia, anche attraverso una diagnosi precoce, consente di prevenire la perdita dei denti e i tanti disagi che ne derivano.

Il ruolo del dentista

Per non avere problemi è importante affidarsi a un dentista parodontologo e programmare con lui un protocollo di visite a cui sottoporsi con regolarità per intercettare o prevenire potenziali focolai infettivi.

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In base alla letteratura scientifica, attenersi a tali dettami fa sì che, quasi sempre, gli impianti a lungo termine possano durare molto a lungo nel tempo.

Soprattutto nelle persone che hanno una storia di malattia parodontale, l’obiettivo che si persegue è quello di cercare di favorire la conservazione della dentatura naturale.

Tuttavia in alcuni casi ciò non è permesso dalla valutazione clinica: quindi non si può fare altro che sostituire i denti naturali con gli impianti osteointegrati.

Per mezzo di questi impianti, si può beneficiare di una soluzione protesica fissa.

Persone che hanno messo gli impianti dentali con la parodontite

Potresti trovare interessante la testimonianza di alcuni pazienti dello studio dentistico Dental Factor di Firenze che hanno messo gli impianti dentali dopo essere guariti dalla parodontite grazie al protocollo Orlando.

La storia di Paolo

cura parodontite e ripristino arcate dentali la storia di paolo

La storia di Fabio

storia fabio un caso di implantologia dentale

La storia di Francesco

Francesco cura parodontite

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Faq: Domande frequenti dei pazienti

Sì, in molti casi è possibile fare l’impianto anche se si soffre di parodontite. Tuttavia, è importante che la malattia parodontale sia stata curata attentamente prima di procedere con l’intervento.

Anche in questo caso, in molti casi è possibile mettere i denti fissi anche se si soffre di parodontite. Tuttavia, è importante che la malattia parodontale sia stata curata attentamente prima di procedere con l’intervento.

Gli impianti dentali possono causare alcuni problemi, come l’infezione, la rottura dell’impianto o la perdita di osso intorno all’impianto stesso. Tuttavia, questi problemi sono relativamente rari e possono essere evitati con una corretta igiene orale e un’adeguata cura dell’impianto.

Esistono diverse alternative agli impianti dentali, come le protesi mobili o le protesi parziali rimovibili. Tuttavia, queste soluzioni non offrono gli stessi vantaggi degli impianti dentali in termini di funzionalità e durata.

La parodontite può essere peggiorata da diversi fattori, come il fumo, lo stress, una dieta poco equilibrata e una scarsa igiene orale.

Per salvare i denti dalla parodontite è importante curare attentamente la malattia parodontale, che può includere la pulizia professionale dei denti, la rimozione del tartaro e la somministrazione di antibiotici. In alcuni casi, può essere necessario ricorrere alla chirurgia parodontale.

È importante evitare di fumare, di mangiare cibi troppo zuccherati e di trascurare l’igiene orale. Inoltre, è importante evitare di utilizzare rimedi fai-da-te o di automedicarsi senza consultare un medico.

Per rallentare la parodontite è importante curare attentamente la malattia parodontale, adottare una corretta igiene orale e seguire una dieta equilibrata. In alcuni casi, può essere utile anche ridurre lo stress.

In alcuni casi, è possibile fare un impianto dentale senza osso utilizzando tecniche di rigenerazione ossea o impianti zigomatici. Tuttavia, queste soluzioni sono più complesse e costose rispetto agli impianti dentali tradizionali.

I farmaci utilizzati per il trattamento della parodontite includono gli antibiotici, gli antinfiammatori e gli antiseptici. Tuttavia, la scelta del farmaco dipende dalla gravità della malattia e dalle condizioni del paziente, ed è sempre a discrezione del medico.

La parodontite è considerata grave quando la malattia ha causato una significativa perdita di osso intorno ai denti e una profonda infiammazione dei tessuti parodontali. In questi casi, può essere necessario ricorrere alla chirurgia parodontale per salvare i denti.

dentista Paolo Francesco Orlando

Dott. Paolo Orlando

Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n. 967 si occupa di implantologia dentale e ortodonzia.

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