Diagnosi 3D prima di decidere
Il piano nasce dalla visita e, quando serve, da una TAC cone beam. Si parte dal dente che si vuole ottenere e si decide di conseguenza dove mettere l'impianto.
Impianti dentali a Firenze: dalla diagnosi 3D ai denti fissi
Gli impianti dentali permettono di sostituire uno o più denti mancanti con una soluzione fissa, stabile e dall’aspetto naturale. L’impianto è una piccola vite in titanio che prende il posto della radice del dente. Su di essa viene fissata la corona tramite un elemento di raccordo chiamato moncone. Nel nostro studio di impianti dentali a Firenze, con sedi in Viale Amendola e in Via Sbrilli, gli interventi di implantologia sono eseguiti personalmente dal Dott. Paolo Francesco Orlando, che segue ogni paziente dalla prima visita e dalla diagnosi fino ai controlli periodici nel tempo.
Se serve vedere l'osso in tre dimensioni, l'impianto si pianifica su TAC cone beam prima di operare.
Intervento in anestesia locale, con sedazione cosciente per chi vive la visita con ansia.
Dalla prima visita alla corona definitiva ti segue il Dott. Orlando.
Nelle due sedi di Firenze, il Dott. Paolo Francesco Orlando (Albo Odontoiatri di Firenze n. 967) pianifica ogni caso a partire dalla diagnosi e spiega con parole semplici cosa è possibile, con quali tempi e con quali alternative. L'obiettivo è che tu sappia sempre a che punto sei del percorso.
Il piano nasce dalla visita e, quando serve, da una TAC cone beam. Si parte dal dente che si vuole ottenere e si decide di conseguenza dove mettere l'impianto.
Il percorso è seguito dal Dott. Orlando e da un'équipe coordinata: un interlocutore chiaro per ogni domanda, senza rimbalzi tra professionisti diversi.
Alla fine ricevi il passaporto implantare con marca e lotto degli impianti; i controlli di mantenimento fanno parte del piano di cura.
L’implantologia sostituisce i denti mancanti inserendo nell’osso delle radici artificiali in titanio, gli impianti, su cui poi si fissa la parte visibile del dente.
Spesso chi viene per un impianto ha rimandato a lungo, per paura o perché masticare era diventato un problema. In questa pagina spiego come lavoriamo nelle due sedi di Firenze, cosa è possibile, con quali tempi e con quali limiti.
Non esiste un impianto “standard”. La soluzione dipende da quanti denti mancano, da quanto osso c’è e da cosa ti aspetti in termini di funzione ed estetica. Ognuna ha una pagina dedicata, dove la spiego in dettaglio.
| Soluzione | Quando si usa | Approfondisci |
|---|---|---|
| Impianto per un dente singolo | Manca un solo dente: si sostituisce senza toccare quelli vicini | Impianto dente singolo |
| Carico immediato | Denti provvisori fissi entro pochi giorni dall’intervento, se l’impianto è stabile fin dall’inizio | Implantologia a carico immediato |
| All-on-4 e All-on-6 | Arcata intera fissa su quattro o sei impianti | All-on-4 e All-on-6 |
| Impianti con poco osso | Osso insufficiente: impianti corti, rigenerazione, rialzo del seno, nei casi estremi zigomatici | Impianti con poco osso |
| Chirurgia computer-guidata | Intervento progettato al computer e guidato da una mascherina | Implantologia computer-guidata |
| Riabilitazione di tutta la bocca | Casi complessi, spesso con parodontite o molti denti persi | Riabilitazione completa |
Parto da una posizione a cui tengo molto: l’impianto non è mai la prima scelta su un dente che si può ancora salvare. Un dente naturale ha un legamento che assorbe i carichi e una sensibilità che nessun impianto riproduce. Se ha una prognosi favorevole, prima vengono la cura canalare e la cura delle gengive.
L’impianto entra in gioco quando il dente manca già, oppure quando salvarlo richiederebbe cure sproporzionate e dall’esito incerto. Rispetto a un ponte ha un vantaggio preciso: non obbliga a limare i denti vicini. Le alternative sono il ponte e la protesi mobile; per un’arcata senza denti esiste anche la protesi rimovibile agganciata a due o più impianti. Ne parliamo insieme in visita, con pro e contro di ciascuna.
Un impianto è una piccola vite in titanio che prende il posto della radice. Una volta inserito nell’osso, l’osso gli cresce attorno e ci aderisce direttamente: si chiama osteointegrazione ed è il fenomeno su cui si regge tutta l’implantologia moderna. Sopra l’impianto si avvita poi un pilastro, il moncone, che sostiene la corona.
Ai pazienti lo spiego con un’immagine dell’edilizia. Nessun costruttore alza i muri su fondamenta ancora fresche: bisogna aspettare che il cemento faccia presa. Con l’osso è lo stesso: anche quando si mettono subito denti provvisori, l’osteointegrazione richiede comunque settimane o mesi.
| Fase | Tempi indicativi |
|---|---|
| Intervento, impianto singolo | 30-60 minuti |
| Intervento, arcata completa | 2-3 ore |
| Rimozione dei punti | 7-10 giorni |
| Denti provvisori fissi, nel carico immediato | In genere entro 24-48 ore |
| Osteointegrazione prima del dente definitivo | Di solito da 2 a 6 mesi, a seconda della qualità dell’osso, della zona e di eventuali rigenerazioni |
L’intervento si fa in anestesia locale, la stessa di un’otturazione: durante la chirurgia di solito si sente solo una pressione o una vibrazione. Per chi ha una paura forte del dentista si può associare la sedazione cosciente: resti sveglio, rispondi e respiri da solo, ma vivi l’intervento con più calma. Si fa con protossido d’azoto o con farmaci ansiolitici e si aggiunge all’anestesia locale, non la sostituisce.
Dopo, per 2-3 giorni, è normale avere un fastidio moderato che risponde ai comuni antidolorifici; il gonfiore raggiunge il massimo tra il secondo e il terzo giorno, poi cala. Dopo rigenerazioni ossee o rialzi del seno il decorso è più impegnativo, e preferisco dirlo prima. Se il dolore non passa con gli antidolorifici, il gonfiore aumenta dopo il terzo giorno o hai febbre, chiama lo studio anche fuori dai controlli.
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Mi chiedono spesso se si può uscire dallo studio con i denti fissi. A volte sì, il giorno stesso o nei giorni subito dopo: con il carico immediato si fissano denti provvisori sugli impianti prima che l’osso si sia legato del tutto. Si può fare solo se l’impianto è ben saldo fin dall’inizio e l’osso è di buona qualità; altrimenti preferisco aspettare, perché qualche settimana in più riduce il rischio che l’impianto non si integri. I dettagli sono nella pagina sull’implantologia a carico immediato.
Ti serve un parere sul tuo caso? Prenota una prima visita: ti spiego le possibilità e i tempi per la tua situazione. Puoi chiamare la sede di Viale Amendola allo 055 269 8788 o quella di Via Sbrilli allo 055 049 0583.
Per il dente definitivo, quando è possibile preferisco la protesi avvitata: si può smontare per la manutenzione e non lascia residui di cemento sotto la gengiva, che sono associati alla perimplantite. Una revisione sistematica ha trovato per le protesi avvitate, nel complesso, meno complicanze tecniche e biologiche, con una durata a 5 anni sovrapponibile a quella delle cementate. Cerco un dente in armonia con quelli vicini per forma, colore e gengiva.
Le revisioni sistematiche indicano che circa il 95% degli impianti è ancora in bocca dopo 10 anni, un po’ meno sopra i 65 anni. Quel numero, però, dipende molto da cosa succede dopo l’intervento: igiene a casa, richiami regolari, fumo, storia di parodontite, bruxismo.
Il rischio principale nel tempo è la perimplantite, un’infezione che fa perdere osso attorno all’impianto. Negli studi riguarda, dopo alcuni anni, circa un paziente su cinque e un impianto su dieci, ed è preceduta da una fase reversibile, la mucosite, che se intercettata si risolve. Per questo seguo un calendario preciso: controllo a 7-10 giorni per i punti, poi a 1, 3 e 6 mesi, poi igiene professionale ogni 4-6 mesi.
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Descrivere le complicanze fa parte del consenso informato quanto descrivere i risultati.
Le controindicazioni assolute sono poche: condizioni generali che non permettono un intervento chirurgico e una crescita dello scheletro non ancora terminata, come negli adolescenti. Le altre sono cose da sistemare prima.
Il “rigetto” del titanio, come reazione immunitaria, di fatto non esiste: il titanio è altamente biocompatibile. Quello che viene chiamato rigetto è quasi sempre una mancata osteointegrazione o una perimplantite.
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Su questo preferisco essere trasparente sul metodo più che dare un numero fuori contesto. Il preventivo comprende la diagnostica e la pianificazione, l’intervento, i componenti dell’impianto, la protesi e il lavoro del laboratorio, eventuali rigenerazioni o rialzi del seno, l’eventuale sedazione e i controlli. Il totale cambia con il numero di impianti, l’osso disponibile, il tipo di protesi e i materiali.
Se confronti più preventivi, verifica che comprendano le stesse voci (diagnostica, componenti, protesi, controlli) e che alla fine ti venga consegnato il passaporto implantare. Le fasce indicative e le voci incluse le trovi nella pagina quanto costa un impianto dentale a Firenze. Il preventivo vero si fa dopo la visita e, se serve, dopo la TAC.
Le testimonianze sono esperienze personali dei pazienti; i risultati possono variare da persona a persona in base alle condizioni individuali e alla complessità del caso.
Qui mi rivolgo direttamente a te, perché è il consiglio che vale qualunque studio sceglierai.
Entrambe le sedi sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:30. Per prenotare puoi anche scriverci dalla pagina contatti.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita odontoiatrica. Il piano di cura e il preventivo si definiscono solo dopo visita e diagnosi.
Scritto e revisionato dal Dott. Paolo Francesco Orlando · Albo Odontoiatri Firenze n. 967 (verifica) Ultima revisione: Come scriviamo i contenuti
Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita odontoiatrica. Il piano di cura e il preventivo sono definiti solo dopo visita e diagnosi.
Risposte chiare alle domande che riceviamo più spesso, senza giri di parole. Se non trovi la tua, chiedici direttamente.
L’intervento si fa in anestesia locale, la stessa di un’otturazione: durante la chirurgia di solito si sente solo una pressione. Nei 2-3 giorni successivi è normale un fastidio moderato, che risponde ai comuni antidolorifici. Dopo rigenerazioni ossee o rialzi del seno il decorso è più impegnativo. Per chi ha molta paura si può associare la sedazione cosciente.
Dipende dal caso. Con il carico immediato, se l’impianto è ben saldo fin dall’inizio, si fissano denti provvisori entro pochi giorni, spesso entro 24-48 ore. Negli altri casi si aspetta che l’osso si leghi all’impianto, di solito da 2 a 6 mesi, prima del dente definitivo. I tempi si definiscono dopo la visita e, se serve, la TAC.
Il costo dipende dal numero di impianti, dall’osso disponibile, da eventuali rigenerazioni, dal tipo di protesi e dai materiali. Il preventivo comprende diagnostica, intervento, componenti, protesi e controlli. Le fasce indicative sono nella pagina dedicata ai costi; il preventivo preciso si fa dopo la visita.
In molti casi sì. Si possono usare impianti corti, fare una rigenerazione ossea o un rialzo del seno mascellare e, nei casi più gravi, impianti zigomatici. È la valutazione sulla TAC a dire quale strada è possibile e se conviene. A volte serve più tempo prima di mettere i denti.
Sì, ma il fumo circa raddoppia il rischio di perdere l’impianto e aumenta quello di perimplantite. Per questo chiediamo di smettere o di ridurre molto, almeno nel periodo dell’intervento e della guarigione. Chi fuma deve essere ancora più costante con igiene e controlli.
Come reazione immunitaria al titanio, di fatto no: il titanio è altamente biocompatibile. Quello che viene chiamato rigetto è di solito una mancata osteointegrazione, cioè l’impianto che non si lega all’osso nelle prime settimane (circa 1-2 impianti su 100), oppure una perimplantite, un’infezione che compare anni dopo
Dopo il controllo a 7-10 giorni per i punti, seguono controlli a 1, 3 e 6 mesi, poi igiene professionale e mantenimento ogni 4-6 mesi. Servono a intercettare presto la mucosite, un’infiammazione della gengiva attorno all’impianto che si risolve se trattata in tempo. Tra un controllo e l’altro, chiama lo studio se noti sanguinamento, gonfiore o mobilità.
Il Dott. Orlando riceve nelle due sedi Dental Factor: Viale Giovanni Amendola 32A (telefono 055 269 8788) e Via Mario Sbrilli 4/6, zona Piazza Dalmazia (telefono 055 049 0583). Entrambe sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:30.
Dopo le prime verifiche post-operatorie si eseguono controlli a 1, 3 e 6 mesi, poi sedute di igiene professionale e mantenimento ogni 4-6 mesi. Il follow-up non è un accessorio: è parte della terapia e serve a prevenire la peri-implantite intercettandola in fase iniziale.
No. Non si estraggono denti recuperabili per ampliare una riabilitazione: quando un dente ha una prognosi favorevole, viene prima dell’impianto. L’implantologia sostituisce soltanto ciò che è già perso o irrecuperabile, non ciò che si può ancora curare e conservare.
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