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Implantologia

Fa male mettere un impianto dentale? Cosa si sente durante l’intervento e nei giorni dopo

Dott. Paolo Francesco Orlando
mettere un impianto dentale fa male?
Indice dei contenuti
  1. Durante l’intervento: cosa si sente
  2. Quanto dura il fastidio dopo un impianto dentale: giorno per giorno
  3. Da cosa dipende quanto fa male
  4. Come gestire il dolore a casa
  5. La scopertura e la vite di guarigione fanno male?
  6. Fastidio con la protesi fissa sopra l’impianto
  7. Ho paura del dentista: cosa possiamo fare
  8. Quando il dolore non è normale
  9. A chi rivolgersi a Firenze
  10. Fonti

Durante l’intervento, con l’anestesia locale, si sente premere e vibrare: il dolore è coperto dall’anestetico. Dopo, qualcosa si sente: negli studi che l’hanno misurato il dolore medio a 24 ore è intorno a 2 su una scala da 0 a 10, poi scende giorno dopo giorno. Più impianti, un innesto d’osso o un rialzo del seno alzano il fastidio; con un impianto singolo il fastidio di solito dura due o tre giorni.

In questa guida, rivista dal Dott. Paolo Francesco Orlando, odontoiatra specialista in Chirurgia Odontostomatologica (Albo degli Odontoiatri di Firenze n. 967), trovi cosa si sente durante l’intervento, il decorso giorno per giorno, cosa cambia da un caso all’altro, cosa fare a casa e quali segnali non vanno ignorati.

Durante l’intervento: cosa si sente

L’impianto si inserisce in anestesia locale, la stessa che si usa per un’otturazione profonda o un’estrazione. Quando l’anestesia ha fatto effetto, quello che resta sono le sensazioni che l’anestetico non toglie: la pressione delle mani del chirurgo, la vibrazione degli strumenti che preparano l’alloggiamento nell’osso, il rumore, l’acqua che raffredda la fresa. Molti pazienti, alla fine, dicono che la parte peggiore è stata tenere la bocca aperta.

Per un impianto singolo l’intervento dura in genere 20-40 minuti, preparazione compresa. Per un’arcata intera con più impianti, estrazioni e magari un innesto, si arriva a 2-3 ore: il fastidio non cresce con la durata, la stanchezza sì. L’anestesia resta attiva per qualche ora dopo la fine dell’intervento, quindi il fastidio vero comincia quando svanisce, in genere nel primo pomeriggio se l’intervento è stato la mattina, con il picco intorno alle sei ore.

Per chi ha molta paura, o per gli interventi lunghi, si può affiancare la sedazione cosciente: un farmaco, per bocca, inalato o in vena, che rilassa e stacca dall’ansia lasciando il paziente sveglio e collaborante. In Italia è regolata da una linea guida nazionale (AISOD, accreditata dall’Istituto Superiore di Sanità) e una revisione del 2022 indica che riduce l’ansia e aumenta la soddisfazione di paziente e chirurgo. Non toglie la necessità dell’anestesia locale: si aggiunge.

Vuoi approfondire: La sedazione cosciente dal dentista

Quanto dura il fastidio dopo un impianto dentale: giorno per giorno

Gli studi che hanno chiesto ai pazienti di dare un voto al dolore, giorno per giorno, raccontano una curva simile. Il picco arriva nelle prime ore dopo che svanisce l’anestesia, o al massimo il giorno dopo. Il voto medio è intorno a 2 su 10 e al terzo giorno è già dimezzato. Metà dei pazienti smette gli antidolorifici entro due giorni. Il gonfiore segue un’altra curva: cresce nel primo giorno, ha il massimo a 48 ore e poi si riassorbe in una settimana.

Quando Cosa è normale sentire Cosa fare
Prime 6-8 ore L’anestesia svanisce, compare un dolore sordo e pulsante; un po’ di sangue nella saliva Prendere l’antidolorifico prescritto prima che l’anestesia finisca; ghiaccio a intervalli sulla guancia
Giorno 1 Il momento di maggior fastidio, in media 2 su 10; la guancia inizia a gonfiarsi Farmaci a orario; cibi freddi o tiepidi e morbidi; dormire con la testa un po’ sollevata
Giorni 2-3 Il dolore cala, il gonfiore è al massimo (48 ore); può comparire un livido Molti smettono gli antidolorifici; iniziare gli sciacqui indicati dallo studio
Giorni 4-7 Fastidio solo toccando la zona o masticando vicino; il gonfiore si riassorbe Controllo a una settimana; i punti si tolgono tra il 7° e il 10° giorno
Settimana 2 Gengiva ancora un po’ sensibile, nulla di più Tornare a spazzolare normalmente la zona, con delicatezza
Dopo un mese Di norma nessun dolore; l’impianto, sotto la gengiva, si sta legando all’osso senza che si senta nulla Un dolore che compare o persiste a questo punto va fatto controllare

In uno studio su pazienti operati di chirurgia parodontale, interventi sulla gengiva simili per invasività, le persone si aspettavano più dolore di quanto poi ne hanno provato. E avere un po’ più di dolore dei primi giorni non è un segno che l’impianto stia fallendo; lo studio che l’ha verificato su oltre 500 impianti non ha trovato nessun legame.

Vuoi approfondire: Gonfiore dopo l’impianto: quanto dura e come sgonfiare la guancia · I tempi di guarigione dell’impianto

Da cosa dipende quanto fa male

La curva è la stessa per tutti, ma l’altezza cambia. Conta soprattutto quanto si è dovuto fare in bocca.

Intervento Fastidio atteso Giorni di fastidio
Impianto singolo, osso sufficiente Lieve, paragonabile a un’estrazione semplice 2-3
Più impianti nella stessa seduta Lieve-moderato, gonfiore più evidente 3-5
Impianto con innesto osseo o rialzo del seno Moderato; il gonfiore può arrivare sotto l’occhio, possibile livido 5-7, con qualche giorno di riposo
Arcata completa con estrazioni e 4-6 impianti Moderato, soprattutto nelle zone delle estrazioni; stanchezza il primo giorno 5-7
Scopertura dell’impianto (seconda fase) Minimo: si lavora solo sulla gengiva 1-2

Oltre al tipo di intervento pesano altre cose:

  • Con o senza lembo. Quando l’anatomia lo permette, l’impianto si può inserire attraverso un piccolo foro nella gengiva, senza scollarla (tecnica flapless, spesso con una dima costruita al computer). Una meta-analisi del 2023 ha trovato meno dolore nei giorni dopo e meno fastidio durante l’intervento rispetto all’apertura con lembo, con una certezza bassa delle prove; sul gonfiore la differenza non è risultata netta. Non è adatta a tutti i casi: richiede osso sufficiente e una pianificazione sulla TAC, e in circa 7 casi su 100 il chirurgo deve comunque aprire.
  • Il fumo. Chi fuma riferisce più dolore e guarisce peggio.
  • L’ansia. Chi arriva molto teso sente di più: per questo conviene parlarne prima, e valutare la sedazione.
  • Dove si trova l’impianto. I settori posteriori, soprattutto sopra, gonfiano di più.

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Come gestire il dolore a casa

I farmaci. Il dentista prescrive un antidolorifico-antinfiammatorio adatto a te, tenendo conto di stomaco, reni, altri farmaci e allergie: prendi quello, nelle dosi e negli orari indicati, e non sostituirlo con quello che hai in casa. Gli studi hanno chiarito due punti. Prendere la prima dose prima dell’intervento, se il dentista lo indica, riduce il dolore delle prime otto ore (meta-analisi 2025 su 18 studi). E sull’antibiotico: una dose singola un’ora prima dell’intervento riduce il rischio di fallimento precoce dell’impianto (revisione Cochrane aggiornata nel 2026: da circa 8 a circa 3 casi su 100), mentre non ci sono prove che proseguirlo per giorni serva nei casi semplici. Se te lo prescrivono per più giorni, come dopo un innesto, completalo; se non te lo prescrivono, non è una dimenticanza.

Il resto. Ghiaccio sulla guancia a intervalli nelle prime 24 ore. Cibi morbidi e non caldi per due o tre giorni; niente sciacqui energici il primo giorno, poi quelli indicati dallo studio. Spazzola gli altri denti normalmente e la zona operata con delicatezza dopo i primi giorni. Niente fumo almeno nella prima settimana, niente sport intenso per due o tre giorni. Il gonfiore e il livido hanno una guida a parte, linkata sopra.

La scopertura e la vite di guarigione fanno male?

Se l’impianto è stato coperto dalla gengiva per il periodo di guarigione dell’osso, dopo due-sei mesi va scoperto: un piccolo intervento in anestesia locale, di pochi minuti, in cui si apre la gengiva sopra l’impianto e si avvita la vite di guarigione, il cilindretto che modella la gengiva attorno al futuro dente. Si lavora solo sui tessuti molli, non sull’osso: il fastidio è minimo, e in uno studio del 2026 tutti i pazienti erano senza dolore entro una settimana. Nei giorni successivi la gengiva compressa attorno al cilindro può essere un po’ indolenzita; la vite in sé di solito non dà dolore ed è normale che si veda.

Una domanda frequente riguarda i “perni”. Sull’impianto, il “perno” è il moncone: un pilastro che si avvita nell’impianto, sopra la gengiva, e su cui si fissa la corona. Non c’è nulla da trapanare né da anestetizzare: si sente la pressione dell’avvitamento, a volte un fastidio di qualche secondo sulla gengiva, e basta. È diverso dal perno che si mette dentro un dente devitalizzato per ricostruirlo: anche quello di solito non dà dolore, perché il dente non ha più il nervo; ma è un’altra procedura.

Se invece hai cercato “vite impianto fa male” perché vedi del metallo sotto la corona mesi o anni dopo, non è la vite di guarigione: può essere la gengiva che si è ritirata attorno all’impianto. Va fatto controllare, soprattutto se c’è anche sanguinamento o dolore alla pressione.

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Fastidio con la protesi fissa sopra l’impianto

Quando arriva la corona o la protesi definitiva, qualche giorno di adattamento è normale: la gengiva sente la pressione del nuovo dente, la lingua lo esplora, i cibi si incastrano in posti nuovi. Due cose invece vanno dette al dentista subito. Se il dente nuovo tocca per primo quando chiudi la bocca, o ti sembra “alto”, il morso va ritoccato: pochi minuti in poltrona, e si evita di sovraccaricare l’impianto. E se l’impianto sembra “pulsare” o dare dolore alla masticazione dopo settimane dalla consegna, non è un fastidio da adattamento: può essere la vite del moncone che si è allentata o un’infiammazione dei tessuti attorno, e si risolve meglio se si interviene presto.

Ho paura del dentista: cosa possiamo fare

La paura del dentista è comune: in una meta-analisi del 2021 su oltre 72.000 adulti circa il 15% la riferisce, il 12% in forma elevata e il 3% in forma severa, più spesso donne e giovani adulti. Chi ne soffre tende a rimandare, e arriva in studio quando il problema è più grande. Si può partire da una prima visita in cui non si fa nulla, se non parlare e guardare; un piano scritto, con i tempi; la possibilità di fermarsi in qualunque momento; e, se serve, la sedazione cosciente il giorno dell’intervento. Alla prima visita non si opera.

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Quando il dolore non è normale

Il decorso descritto sopra ha una direzione: ogni giorno un po’ meglio. Quando la direzione si inverte, o compare qualcosa che non c’era, chiama lo studio in giornata:

  • Dolore che aumenta dopo il 3°-4° giorno invece di calare, o che non risponde ai farmaci prescritti.
  • Gonfiore che cresce dopo le 48-72 ore, pelle calda e rossa, febbre.
  • Pus, cattivo sapore o cattivo odore dalla ferita.
  • Labbro inferiore o mento ancora addormentati o formicolanti il giorno dopo l’intervento, oltre la durata normale dell’anestesia. Negli impianti nella mandibola posteriore un’alterazione della sensibilità è riportata nei primi giorni fino a circa il 13% dei casi, quasi sempre transitoria: nove persone su dieci recuperano entro un anno e a dodici mesi il disturbo riguarda circa il 3%. Segnalarla subito permette di intervenire presto.
  • Impianto o provvisorio che si muove.
  • Un dolore molto intenso fin dall’inizio, che non si attenua. Il dolore di tipo neuropatico dopo un impianto è raro (0,3% in una casistica su oltre mille pazienti), ma va riconosciuto nei primi giorni: la valutazione entro 48 ore cambia le possibilità di risolverlo.

Circa 1-2 impianti su 100 non si integrano nei primi mesi, prima che venga montato il dente. Quando succede, l’impianto si toglie, si lascia guarire e in genere si può rimettere. Non è un “rigetto”: il titanio è biocompatibile e le reazioni allergiche sono rarissime; è l’osso che in quel punto non si è legato. Per il dolore che compare mesi o anni dopo, con gengiva rossa e sanguinamento attorno all’impianto, la causa più frequente è la perimplantite, un’infezione dei tessuti attorno all’impianto che va curata presto.

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A chi rivolgersi a Firenze

Nelle cliniche Dental Factor l’intervento di implantologia si pianifica sulla TAC cone beam e, quando l’anatomia lo consente, può essere eseguito con tecnica guidata e senza lembo. Prima dell’intervento ricevi le istruzioni scritte per i giorni successivi e la prescrizione dei farmaci; dopo, un numero da chiamare se qualcosa non torna. Per chi ha paura del dentista si può programmare la sedazione cosciente.

Il Dott. Paolo Francesco Orlando segue i casi di implantologia nelle due sedi fiorentine: Viale Giovanni Amendola 32A (Firenze Sud) e Via Mario Sbrilli 4/6, zona Piazza Dalmazia (Firenze Nord). Il percorso completo è nella pagina sull’implantologia a Firenze.

Per parlare del tuo caso, contattaci per prenotare una prima visita.

Fonti

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  11. AISOD, Istituto Superiore di Sanità. La sedazione cosciente in odontoiatria: linee guida nazionali. Sistema Nazionale Linee Guida, 2021, aggiornamento 2025.
  12. Pourabbas R, et al. Efficacy of conscious sedation in dental implant surgery: a systematic review. Dent Med Probl. 2022;59(1):143-149.
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In sintesi

  • Durante: anestesia locale, si sente pressione e vibrazione; chi ha molta paura può chiedere la sedazione cosciente
  • Dopo: il fastidio è più forte nelle prime 24 ore e si dimezza entro il 2°-3° giorno; si controlla con i farmaci prescritti
  • Negli studi il dolore medio a 24 ore è circa 2 su 10; solo pochi pazienti lo descrivono moderato o forte
  • Più impianti, innesti o rialzo del seno = più fastidio e più gonfiore
  • La scopertura e l'avvitamento del moncone sono passaggi di pochi minuti, con fastidio minimo
  • Dolore che aumenta dopo il 3°-4° giorno, febbre, pus, impianto che si muove o labbro ancora addormentato il giorno dopo: chiama lo studio

Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita odontoiatrica. Il piano di cura e il preventivo sono definiti solo dopo visita e diagnosi.

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