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Implantologia

Denti fissi senza impianto: quando si può e quali sono le alternative

Dott. Paolo Francesco Orlando
Protesi fissa senza impianto dentale
Indice dei contenuti
  1. Si possono avere denti fissi senza impianto? Dipende da quanti denti mancano
  2. Manca un solo dente
  3. Mancano più denti vicini
  4. Non c’è più nessun dente nell’arcata
  5. Il ponte tradizionale: denti fissi appoggiati sui denti vicini
  6. Il ponte adesivo (Maryland): una soluzione poco invasiva per un dente davanti
  7. Ponte, Maryland o impianto: il confronto
  8. “Dentiera fissa senza impianti”: cosa c’è dietro questa ricerca
  9. Le alternative mobili: scheletrato, protesi combinata e protesi totale
  10. Protesi parziale scheletrata
  11. Protesi combinata
  12. Protesi totale (dentiera)
  13. Quanto costa mettere un dente senza impianto
  14. Quando l’impianto è controindicato e quando no
  15. Cosa succede se non sostituisci un dente mancante
  16. A chi rivolgersi a Firenze per sostituire un dente senza impianto
  17. Fonti

Ti manca un dente, o forse più di uno, e l’idea di un intervento di implantologia non ti convince. Magari hai paura della chirurgia, magari un medico ti ha detto che nel tuo caso è meglio evitarla, oppure stai semplicemente cercando di capire se esiste una strada diversa. È una domanda che sentiamo spesso in studio: si possono avere denti fissi senza impianto?

Dipende da quanti denti mancano e da come stanno quelli che restano. In questo articolo, insieme al Dott. Paolo Francesco Orlando, odontoiatra e specialista in Chirurgia Odontostomatologica (Albo degli Odontoiatri di Firenze n. 967), vediamo quali soluzioni fisse esistono, con i loro limiti e i costi, e quali promesse che si leggono online è meglio prendere con cautela.

Si possono avere denti fissi senza impianto? Dipende da quanti denti mancano

Un dente fisso ha bisogno di un appoggio. Se non c’è un impianto nell’osso, quell’appoggio può venire solo dai denti naturali vicini. Per questo il primo passo è capire in quale di queste tre situazioni ti trovi.

Manca un solo dente

È il caso più semplice. Se i denti ai lati dello spazio sono sani e stabili, si può realizzare un ponte: un elemento finto che si appoggia ai denti vicini e resta fisso in bocca. Se il dente mancante è davanti, spesso si può usare un ponte adesivo, che si incolla al dente accanto quasi senza limarlo.

Mancano più denti vicini

Un ponte può sostituire anche due o tre denti in fila, a patto che i denti di appoggio (i pilastri) siano abbastanza robusti da reggere il carico. Più lo spazio è lungo, più il lavoro pesa sui pilastri e più aumenta il rischio che uno dei due ceda nel tempo. Oltre un certo limite il ponte non è più una scelta prudente.

Non c’è più nessun dente nell’arcata

Senza denti naturali e senza impianti non c’è nulla su cui fissare una protesi. Le soluzioni senza chirurgia, in questo caso, sono protesi mobili, cioè che si tolgono per pulirle. Ne parliamo più avanti, insieme alle “dentiere fisse” che si vedono pubblicizzate.

Il ponte tradizionale: denti fissi appoggiati sui denti vicini

Il ponte dentale è la soluzione fissa senza impianti più classica, studiata da decenni. Il dentista lima i due denti ai lati dello spazio, togliendo lo spessore necessario per le corone, e le unisce a un dente finto centrale. Il ponte viene cementato: non si toglie a casa, solo il dentista può rimuoverlo se serve.

Confronto tra ponte dentale appoggiato sui denti vicini e impianto dentale singolo

Secondo una revisione sistematica pubblicata su Clinical Oral Implants Research il 93,8% dei ponti tradizionali è ancora in bocca dopo 5 anni e l’89,2% dopo 10 anni. Le complicanze più frequenti riguardano i denti di appoggio: carie sotto le corone e, in alcuni casi, perdita di vitalità del dente, che richiede una devitalizzazione.

Il problema è che per fare un ponte bisogna limare due denti. Se quei denti hanno già grandi otturazioni o sono già incapsulati, poco male, e la corona può anche proteggerli. Se invece sono denti perfettamente sani, si sacrifica smalto sano per sostituire un dente solo. È il motivo per cui, quando le condizioni lo permettono, spesso si propone l’impianto.

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Il ponte adesivo (Maryland): una soluzione poco invasiva per un dente davanti

Il ponte adesivo, chiamato anche ponte Maryland, è un dente finto con una piccola aletta sul retro che si incolla alla parte interna del dente vicino. I denti di appoggio si limano pochissimo, o per nulla. Per questo è una soluzione molto conservativa.

È indicato soprattutto per:

  • incisivi e canini, dove la forza masticatoria è minore;
  • ragazzi e giovani adulti in cui l’osso è ancora in crescita e l’impianto va rimandato;
  • agenesie, cioè denti che non si sono mai formati, tipicamente gli incisivi laterali superiori;
  • chi non vuole toccare i denti sani vicini e non vuole o non può fare un impianto.

Nei denti posteriori, dove le forze sono maggiori, i risultati sono meno prevedibili: i primi dati sono incoraggianti ma ancora limitati. Il suo punto debole è il distacco: una revisione sistematica ha registrato che circa il 15% dei ponti adesivi si stacca almeno una volta entro 5 anni. Spesso si può ricementare. La sopravvivenza complessiva è del 91,4% a 5 anni e dell’82,9% a 10 anni, con risultati migliori per le strutture in zirconia a una sola aletta: in uno studio su incisivi, il 98,2% dei ponti di questo tipo era ancora in funzione dopo 10 anni.

Ponte, Maryland o impianto: il confronto

Per un dente mancante, le tre strade si confrontano così. Le percentuali di durata vengono da revisioni sistematiche della letteratura e descrivono il comportamento medio: nel singolo paziente contano igiene, controlli e condizione dei denti vicini.

Soluzione Quando si usa Denti vicini da limare Chirurgia Durata indicativa
Ponte tradizionale 1-3 denti mancanti con pilastri sani, anche nei settori posteriori Sì, due denti No 89% a 10 anni
Ponte adesivo Maryland 1 dente anteriore, giovani, agenesie Minima o nessuna No 83% a 10 anni (fino al 98% in zirconia a un’aletta)
Impianto con corona 1 o più denti, se osso e salute generale lo permettono No Sì, intervento in anestesia locale 95% degli impianti e 89% delle corone su impianto a 10 anni

A dieci anni il ponte e la corona su impianto durano in modo simile. La differenza è in quello che si sacrifica: il ponte chiede di limare i denti vicini, l’impianto richiede un intervento chirurgico ma non tocca i denti vicini.

Vuoi approfondire: Impianto per un dente singolo: come funziona e per chi è indicato

“Dentiera fissa senza impianti”: cosa c’è dietro questa ricerca

Molti pazienti ci chiedono una “dentiera fissa senza impianti”, e capiamo perché: chi porta una dentiera vorrebbe qualcosa che stia ferma, senza passare dalla chirurgia. Però una protesi che sostituisce tutti i denti di un’arcata e resta fissata in bocca ha bisogno di ancoraggi nell’osso. Anche le Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia del Ministero della Salute collocano la riabilitazione fissa dell’arcata completa tra le indicazioni all’implantologia.

Quando leggi queste formule, ecco cosa indicano di solito:

  • Dentiera “di ultima generazione” o “senza palato”: protesi mobili più sottili o meglio adattate, ma sempre rimovibili.
  • Protesi “flessibile”: una protesi parziale in materiale plastico elastico, senza ganci in metallo. Più confortevole per alcuni, resta mobile.
  • Dentiera “a ventosa”: una protesi che sfrutta l’aderenza alle gengive. Può migliorare la tenuta, non la rende fissa.
  • “Impianti senza viti” o “denti fissi in 24 ore”: sono comunque impianti, magari inseriti con tecniche meno invasive o caricati subito. Ne parliamo in modo dettagliato nella guida sugli impianti dentali senza viti e senza bucare l’osso.

Se il problema è una dentiera che si muove, esiste una via di mezzo che richiede un intervento limitato: la protesi ancorata a due impianti con attacchi a bottone, di solito nell’arcata inferiore. Resta rimovibile per la pulizia, ma è molto più stabile quando mastichi. La spieghiamo nell’articolo sull’implantologia a bottone.

Le alternative mobili: scheletrato, protesi combinata e protesi totale

Quando non ci sono le condizioni per un ponte e l’impianto non è possibile, o non è desiderato, restano le protesi rimovibili. Non sono “denti fissi”, ma nella maggior parte dei casi permettono di masticare e sorridere in modo soddisfacente.

Protesi parziale scheletrata

È una struttura in metallo leggero con denti in resina, che si aggancia ai denti rimasti con piccoli ganci. Non richiede chirurgia e costa meno di un ponte, ma i ganci possono vedersi e sollecitare i denti di appoggio.

Protesi combinata

Unisce una parte fissa, cioè corone sui denti naturali rimasti, e una parte mobile che si aggancia alle corone con attacchi di precisione, invisibili dall’esterno. È più stabile ed estetica di uno scheletrato, ma richiede di incapsulare alcuni denti e ha un costo più alto. Quando mancano solo i molari, però, non è detto che vadano sostituiti: in uno studio randomizzato durato 15 anni, chi li aveva sostituiti con una protesi rimovibile ad attacchi non ha avuto risultati migliori di chi era rimasto con l’arcata accorciata, cioè senza gli ultimi molari.

Protesi totale (dentiera)

Sostituisce tutti i denti di un’arcata e si appoggia sulle gengive. La superiore tiene di solito meglio grazie al palato, l’inferiore è più instabile. Con gli anni l’osso sotto la protesi si riassorbe e la dentiera va ribasata periodicamente.

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Non sai se nel tuo caso è possibile un ponte o un ponte adesivo? Una visita, con una radiografia quando serve, permette di valutare i denti di appoggio e l’osso, e di capire quale strada ha senso.

Quanto costa mettere un dente senza impianto

Il costo dipende dal numero di elementi, dal materiale (metallo-ceramica o zirconia) e dalla condizione dei denti di appoggio, che a volte vanno prima curati. Queste sono fasce indicative del mercato italiano, utili per orientarsi:

Soluzione Fissa o mobile Fascia di costo indicativa
Ponte in metallo-ceramica Fissa 350-700 € per elemento (un ponte di 3 elementi: circa 1.100-2.100 €)
Ponte in zirconia Fissa 400-1.200 € per elemento
Ponte adesivo Maryland Fissa 400-1.200 €
Protesi parziale scheletrata Mobile 900-2.000 € per arcata
Protesi totale (dentiera) Mobile 1.000-2.500 € per arcata
Impianto con corona (per confronto) Fissa 1.200-2.000 €

Per un dente singolo, un ponte di tre elementi può costare quanto un impianto, o anche di più, e coinvolge due denti che magari sono sani. Ricorda anche che le spese odontoiatriche sono detraibili al 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro, se paghi con un metodo tracciabile. Il preventivo si fa dopo la visita, perché dipende anche da quello che serve prima, come cure dei denti di appoggio o igiene.

Vuoi approfondire: Quanto costa un impianto dentale a Firenze

Quando l’impianto è controindicato e quando no

Molte persone cercano un’alternativa perché pensano di non poter fare l’impianto. A volte è vero, spesso no. Le situazioni da valutare con attenzione sono queste:

  • Crescita non ancora completata e malattie generali che impediscono qualsiasi intervento in bocca: sono le controindicazioni assolute indicate dal Ministero della Salute.
  • Terapie con bifosfonati, denosumab o farmaci antiangiogenici per tumori: in questi pazienti l’impianto va evitato per il rischio di osteonecrosi dei mascellari. Nell’osteoporosi, invece, la Consensus italiana del 2020 non lo considera una controindicazione assoluta: si valuta caso per caso. Ne parliamo nella guida su impianti dentali e osteoporosi.
  • Diabete non controllato: aumenta il rischio di fallimento. Con il diabete ben compensato i risultati sono buoni. Approfondisci in impianti dentali e diabete.
  • Fumo importante: nelle revisioni della letteratura il rischio di perdere l’impianto è circa il doppio rispetto a chi non fuma. Leggi fumo e impianti dentali.
  • Radioterapia alla testa o al collo: gli impianti si possono fare, ma con una sopravvivenza un po’ più bassa e un protocollo dedicato.

Altre situazioni fanno paura ma di solito non sono un ostacolo. Chi prende anticoagulanti può essere operato concordando la gestione con il medico curante. L’allergia al titanio è rara: in uno studio su 1.500 pazienti i test sono risultati positivi nello 0,6% dei casi. Ne parliamo in impianti dentali e allergia al nichel. Anche quando l’osso è poco, in molti casi si può valutare una rigenerazione ossea: lo si decide dopo una TAC.

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Cosa succede se non sostituisci un dente mancante

Lasciare uno spazio vuoto non è sempre un’emergenza, ma ha delle conseguenze che conviene conoscere:

  • L’osso si ritira: dopo un’estrazione la cresta ossea perde in media circa la metà della sua larghezza nel primo anno, e due terzi di questa perdita avvengono nei primi 3 mesi. È uno dei motivi per cui aspettare troppo può rendere più complesso un impianto futuro. Approfondisci in atrofia ossea dentale.
  • Il dente opposto si allunga: un dente posteriore che non ha più un antagonista tende a “scendere” o a “salire” verso lo spazio vuoto. È successo nel 92% dei casi osservati in uno studio clinico, con un allungamento medio di circa 1,7 mm. Negli adulti con gengive sane, però, di solito non crea problemi clinici importanti.
  • I denti vicini possono inclinarsi, rendendo più difficile pulirli e, in seguito, sostituire il dente mancante.

Detto questo, non sempre è obbligatorio intervenire. Se manca l’ultimo molare e i denti rimasti si incontrano bene, masticazione e salute della bocca possono restare adeguate anche senza sostituirlo: gli studi sull’arcata accorciata indicano che bastano, in genere, quattro coppie di denti posteriori che combaciano, distribuite in modo simmetrico. È una valutazione che si fa in visita, dente per dente, non una regola valida per tutti.

A chi rivolgersi a Firenze per sostituire un dente senza impianto

La scelta tra ponte, ponte adesivo, protesi o impianto dipende da tre cose: lo stato dei denti vicini, la quantità di osso e le tue preferenze. Per questo nelle cliniche Dental Factor alla prima visita si valutano i denti di appoggio e, se serve, si esegue una radiografia per controllare l’osso. Le opzioni vengono spiegate con pro, contro e costi prima di decidere.

Il Dott. Paolo Francesco Orlando, laureato in Odontoiatria all’Università di Siena e specializzato in Chirurgia Odontostomatologica all’Università di Firenze, segue i piani di cura protesici e implantari nelle due sedi fiorentine: Viale Giovanni Amendola 32A (Firenze Sud) e Via Mario Sbrilli 4/6, zona Piazza Dalmazia (Firenze Nord). Puoi approfondire tutte le soluzioni nella pagina dedicata alle protesi dentali a Firenze.

Se vuoi capire quale soluzione è adatta al tuo caso, contattaci per prenotare una prima visita.

Fonti

  1. Ministero della Salute. Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia. Edizione settembre 2017, capitoli “Implantologia orale” e “Odontoiatria protesica”.
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Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita odontoiatrica. Il piano di cura e il preventivo si definiscono solo dopo visita e diagnosi. Le fasce di costo sono indicative del mercato italiano e non costituiscono un listino.

Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita odontoiatrica. Il piano di cura e il preventivo sono definiti solo dopo visita e diagnosi.

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