Ponte dentale

ponte dentale
icona calendario 9 Dicembre 2022     icona categoria Estetica Dentale

Cos’è e a cosa serve un ponte dentale

Il ponte dentale è una protesi fissa la cui funzione è quella di sostituire uno o più denti mancanti. 

Si tratta di uno dei più comuni interventi di restauro odontoiatrico, capace di garantire risultati ottimali sia in termini estetici che funzionali; a seconda della situazione complessiva del paziente, il dentista potrà consigliare se preferirlo o meno ad un impianto dentale. 

Successivamente vedremo nel dettaglio quali sono le differenze principali tra un ponte dentale e un impianto dentale e quando conviene scegliere l’uno oppure l’altro.

Nello specifico, un ponte dentale è un dispositivo costituito da due capsule che si ancorano ai due denti adiacenti a quello mancante (detti ‘denti pilastro’), e da uno o più denti ‘finti’ (detti ‘elementi intermedi’) che vanno a sostituirsi a quelli mancanti (o estratti). 

In questo modo, il ponte copre completamente lo spazio vuoto derivante dall’assenza di uno o più denti. 

Affinchè il ponte possa ancorarsi correttamente ai denti pilastro, questi ultimi devono essere limati e ridotti di volume, talora anche devitalizzati. 

Il ponte dentale può essere realizzato con diversi materiali, i più comuni dei quali sono quelli in ceramica, in metallo-ceramica, in zirconio-ceramica e in porcellana. 

Il dentista potrà spiegare dettagliatamente al paziente le caratteristiche di ciascun materiale e indicargli pro e contro anche in termini di spesa; sulla base di queste valutazioni, il paziente potrà scegliere con quale materiale realizzare il ponte. 

Quando ricorrere ad un ponte dentale

L’applicazione di un ponte dentale risulta particolarmente utile per risolvere alcune problematiche:

  • problemi a carico della funzione masticatoria e fonetica del paziente dovuti all’assenza di uno o più denti;
  • aspetto estetico rovinato dalla mancanza di uno o più denti;
  • spostamento dei denti sani adiacenti allo spazio lasciato vuoto dai denti mancanti.  

Il ponte dentale viene suggerito dal dentista in diversi casi, e in particolare quando:

  •  i denti pilastro non sono più perfettamente sani, e anzi risultano alterati nella forma o nel colore: in questo caso limarli e coprirli con una capsula può essere addirittura vantaggioso;
  • il paziente non voglia (o non possa, per importanti ragioni di salute) sottoporsi ad un intervento chirurgico: l’installazione del ponte dentale è infatti un’operazione rapida e indolore;
  • non c’è abbastanza osso e quindi, per installare un impianto dentale, sarebbero necessarie importanti manovre rigenerative dell’osso. 

Fasi di applicazione di un ponte dentale

Il ponte dentale viene applicato in tre fasi:

  • cura dell’area e preparazione dei denti pilastro;
  • raccolta dell’impronta dentale e costruzione del ponte;
  • installazione del ponte dentale.

Vediamole nel dettaglio:

In una prima fase il dentista si preoccupa di curare adeguatamente l’area del dente o dei denti mancanti, e prepara i denti pilastro limandone lo smalto e riducendoli di dimensione, fino a quando saranno adeguati per l’inserimento delle capsule.

Le capsule sono una sorta di ‘cappuccio’ che viene inserito sui denti pilastro, fondamentale per ancorare correttamente il ponte dentale; queste capsule riproducono perfettamente l’aspetto dei denti che vanno a ricoprire.

Nella seconda fase, il dentista prende le impronte dentali del paziente applicando una pasta sulla mascella e dando vita ad un calco che viene poi consegnato all’odontotecnico che realizzerà la protesi. 

In attesa che il ponte sia pronto, il dentista solitamente applica al paziente una protesi temporanea.

Infine, nella terza fase, il dentista procede ad installare il ponte dentale: le capsule vengono inserite sui denti pilastro attraverso un collante (detto ‘cemento’) e i nuovi denti finti vanno a colmare lo spazio precedentemente vuoto. 

Questa fase è molto veloce: in un paio di appuntamenti, il dentista controlla che il ponte dentale non dia problemi, che l’arcata superiore e inferiore coincidano perfettamente e, se necessario, fa qualche piccolo aggiustamento. Il lavoro è concluso.

Vantaggi e svantaggi di un ponte dentale

Abbiamo visto che il ponte dentale è una soluzione molto valida per sostituire denti mancanti e risolvere quindi varie problematiche a carico della bocca, sia da un punto di vista estetico che funzionale.

Vediamo ora quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi di un ponte dentale. 

I principali vantaggi sono i seguenti: 

  • da un punto di vista estetico, il ponte dentale è una soluzione perfetta: la protesi riproduce perfettamente la tinta dei denti naturali del paziente, restituendo un effetto naturale che la rende indistinguibile dagli altri denti;
  • il costo di un ponte dentale è notevolmente inferiore rispetto a quello di un impianto;
  • il ponte è utilizzabile per sostituire uno o più denti, fino ad un totale di cinque;
  • le tempistiche di realizzazione del lavoro sono molto rapide e poco invasive.

I possibili svantaggi sono invece questi:

  • per poter ottenere un perfetto ancoraggio della protesi, come abbiamo visto è necessario  limare i due denti adiacenti a quelli mancanti. Qualora si tratti di denti sani, bisogna considerare che questa operazione di fresatura li ‘sacrificherà’ a favore del lavoro finale. 
  • quando vi è un dente mancante, l’osso della gengiva con il tempo comincia progressivamente a ritirasi: più questo processo avanza, maggiore sarà la difficoltà in un secondo momento ad installare un impianto dentale. 

Differenze tra ponte e impianto dentale

Sia il ponte che l’impianto sono delle protesi volte a sostituire uno o più denti mancanti. 

Pur essendo il risultato simile, dato che entrambe le tipologie di protesi vanno a coprire perfettamente l’assenza di denti, in realtà vi sono grandi differenze tra ponte e impianto dentale.

La principale differenza è che il ponte dentale prevede un ancoraggio delle protesi ai denti preesistenti, che per accogliere le capsule vanno quindi limati e ridotti di volume, mentre l’impianto viene fissato alle ossa della mascella e della mandibola, creando una perfetta integrazione con il tessuto osseo del paziente.

L’impianto dunque lascia intatti i denti pilastro, particolare di non poca importanza qualora si tratti di denti sani; anche qualora questi fossero estremamente malati, il ponte dovrebbe essere escluso perchè questi denti non sarebbero in grado di accogliere gli impianti e garantire la tenuta dell’impianto. 

Sarà il dentista, sulla base delle caratteristiche anatomiche, della salute generale e delle esigenze del paziente, a suggerirgli quale tipologia di intervento sia più adatta alla sua situazione, orientandolo verso una scelta o l’altra. 

Senza dubbio, hanno importanza nella decisione finale anche la differente lunghezza e invasività delle due procedure (l’impianto richiede tempi più lunghi e  rappresenta una vera e propria operazione chirurgica) e l’aspetto economico, che può notevolmente differire da una procedura all’altra. 

Quanto dura un ponte dentale e come gestirlo

La durata media di un ponte dentale è piuttosto lunga: va infatti dai 5 ai 15 anni a seconda della cura e delle accortezze che un paziente impiega nella propria igiene orale quotidiana.

Per garantire una buona durata del ponte è infatti necessario che il paziente segua questi consigli di salute orale:

  • lavare accuratamente i denti dopo ogni pasto;
  • utilizzare quotidianamente il filo interdentale;
  • ricorrere al collutorio con cadenza regolare;
  • sottoporsi periodicamente a sedute professionali di igiene dentale.

Queste accortezze, sempre utili per favorire e mantenere una corretta igiene orale e una buona dentatura, si rivelano particolarmente indicate per allungare la vita di un ponte dentale e conservare nel tempo un sorriso sano e felice. 

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dentista Paolo Francesco Orlando

Dott. Paolo Francesco Orlando

Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n. 967 si occupa di implantologia dentale e ortodonzia.

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