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Scoprire — magari durante una visita di controllo o sotto forma di una macchia bianca su una panoramica — che un dente non è “uscito” come avrebbe dovuto è quasi sempre un piccolo shock. Se si tratta di tuo figlio, parte subito la preoccupazione: serve un’operazione? Sarà doloroso? Si vedrà? Rovinerà il sorriso? Se invece sei un adulto e il problema riguarda un dente del giudizio incluso che ti dà fastidio, le domande sono più immediate: lo devo togliere? È un intervento difficile? Quanto tempo perdo?
Capisco bene queste paure: nella mia pratica clinica le incontro tutti i giorni. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un dente incluso è una situazione clinica ben gestibile, soprattutto se diagnosticata in tempo. In questo articolo, insieme al Dott. Paolo Francesco Orlando, odontoiatra e chirurgo orale (Albo Odontoiatri di Firenze n° 967), vediamo che cos’è davvero un dente incluso, quanto è frequente, quali sono le cause e i sintomi, quali complicanze può portare se trascurato, come si fa diagnosi tra panoramica e TC Cone Beam, e quali sono le opzioni di cura — dal monitoraggio attento alla trazione ortodontica, fino all’estrazione — con un focus pratico sui denti più spesso coinvolti: dente del giudizio, canino, incisivo e premolare.
Cos’è un dente incluso: incluso, ritenuto o dislocato?
Per parlare in modo corretto e clinicamente preciso, è utile distinguere tre termini che spesso vengono confusi:
- Dente incluso: dente che, oltre i tempi fisiologici di eruzione, non è presente in arcata e si presume non potrà erompere spontaneamente — la sua radice e il suo legamento parodontale sono completamente formati, ma il dente non ha più la spinta propulsiva necessaria. È totalmente o parzialmente coperto da osso e/o gengiva.
- Dente ritenuto: dente in ritardo eruttivo che ha ancora potenziale per emergere, ma che è bloccato da un ostacolo o da una mancanza di spazio.
- Dente dislocato: dente che si trova in una posizione intraossea anomala prima del tempo previsto per l’eruzione.
La distinzione non è una sottigliezza accademica: orienta in modo decisivo le scelte terapeutiche. Un dente ritenuto giovane, in molti casi, può essere “aiutato” a erompere con interventi minimi; un dente incluso da anni richiede invece quasi sempre un approccio chirurgico-ortodontico più strutturato.
Quanto è frequente l’inclusione dentaria?
Escludendo i denti del giudizio (che sono un capitolo a parte), l’inclusione dentaria interessa dal 5,6% al 18,8% della popolazione generale e circa il 20-22% dei pazienti che fanno un trattamento ortodontico. È una condizione tutt’altro che rara: in molti casi viene scoperta per caso, durante una panoramica eseguita per un altro motivo.
Quali denti sono coinvolti più spesso
I denti del giudizio (terzi molari) sono di gran lunga i più colpiti, ma escludendoli la classifica delle inclusioni più frequenti è la seguente:
| Dente | Prevalenza | Note |
|---|---|---|
| Canino superiore | 0,2-2,8% | Più frequente nelle femmine; nella maggior parte dei casi palatale, più raramente vestibolare |
| Incisivo centrale superiore | 0,1-0,5% | Spesso conseguenza di traumi sui denti decidui |
| Secondo premolare inferiore | ~0,3% | Spesso legato a perdita precoce del molare deciduo |
| Secondo molare inferiore | ~0,08% | Raro ma di gestione complessa |
Tempi di eruzione e quando sospettare un dente incluso
Per riconoscere un’inclusione bisogna conoscere i tempi normali con cui i denti permanenti dovrebbero comparire in bocca. Qualunque ritardo significativo merita un esame radiografico mirato.
Calendario di eruzione dei denti permanenti
| Dente permanente | Età indicativa di eruzione |
|---|---|
| Primi molari (i “sesti”) | 6-7 anni |
| Incisivi centrali | 7-8 anni |
| Incisivi laterali | 8-9 anni |
| Primi premolari | 10-11 anni |
| Secondi premolari | 10-12 anni |
| Canini | 11-12 anni |
| Secondi molari (i “settimi”) | 12-13 anni |
| Terzi molari (denti del giudizio) | 17-25 anni (spesso non erompono) |
Una regola pratica: se un dente è erotto da un lato dell’arcata e quello controlaterale non erompe entro sei mesi, è il momento di fare una panoramica.
La “bozza canina”: un segnale importante per genitori e pediatri
C’è un segnale clinico particolarmente utile per individuare per tempo un canino in difficoltà: la bozza canina. Si tratta di un piccolo rilievo che si può palpare al di sopra del canino da latte intorno ai 9-10 anni, dovuto al canino permanente che si avvicina alla cresta gengivale. Se a questa età la bozza canina non si percepisce, il dentista o l’ortodontista hanno un primo, importante indizio di possibile dislocazione o inclusione.
Le cause di un dente incluso
L’eziologia di un dente incluso è quasi sempre multifattoriale. La letteratura specialistica le raggruppa in tre grandi famiglie.
Cause locali (le più frequenti)
- Mancanza di spazio in arcata — il caso classico: i denti vicini occupano lo spazio del dente che dovrebbe erompere, condizione spesso legata all’affollamento dentale
- Persistenza prolungata di un dente da latte oltre il tempo previsto
- Perdita precoce di un dente da latte, ad esempio per carie o trauma — situazione che può chiudere lo spazio e bloccare il permanente sottostante (uno dei motivi per cui il calendario di permuta dei denti da latte va monitorato)
- Anchilosi radicolare (saldatura anomala della radice all’osso)
- Anomalie di forma, volume o posizione del dente permanente
- Ostacoli meccanici: denti soprannumerari, odontomi, cisti, esiti cicatriziali
- Traumi pregressi sui denti decidui
Cause generali (sistemiche)
- Ereditarietà: la familiarità è un fattore noto, soprattutto per il canino incluso
- Disendocrinie (alterazioni endocrine) come ipotiroidismo, ipopituitarismo
- Malattie dismetaboliche e infettive
- Carenze nutrizionali particolarmente severe
Cause strutturali e congenite
- Ipoplasia del mascellare superiore (sviluppo insufficiente dell’osso)
- Sindromi congenite come la labio-palato-schisi o la sindrome di Crouzon
Cause specifiche nei bambini
Nel bambino, le due cause statisticamente più frequenti di un dente incluso sono la perdita precoce di un dente da latte (per carie o trauma) e la discrepanza dento-alveolare (troppi denti per lo spazio disponibile). Anche un palato stretto o abitudini orali viziate prolungate (come la suzione del pollice) possono contribuire a creare le condizioni per un’inclusione.
Sintomi di un dente incluso (e quando non ce ne sono)
Sintomi clinici
Quando un dente incluso dà fastidio, di solito i segnali sono questi:
- Dolore o sensibilità nella zona interessata, soprattutto in fase di tentativo di eruzione
- Gengiva infiammata, arrossata, dolente alla pressione
- Sanguinamento gengivale localizzato durante lo spazzolamento
- Alitosi persistente o cattivo sapore in bocca
- Difficoltà ad aprire la bocca o a masticare
- Gonfiore dei linfonodi del collo in caso di infiammazione
- Mal di testa o dolore alla mandibola, soprattutto per i denti del giudizio
- Spazio vuoto visibile nell’arcata dove il dente avrebbe dovuto comparire
Quando l’inclusione è asintomatica
Una buona percentuale di denti inclusi non dà alcun sintomo per anni. Spesso vengono scoperti durante una visita ortodontica nel bambino o un controllo radiografico nell’adulto. L’assenza di sintomi non significa però automaticamente “tutto bene”: è proprio negli anni di silenzio clinico che possono svilupparsi le complicanze più insidiose.
Le possibili complicanze (perché non va trascurato)
Trascurare un dente incluso significa correre il rischio di una serie di complicanze che, se prese per tempo, sono evitabili.
Riassorbimento radicolare degli incisivi laterali
È la complicanza più seria del canino superiore incluso, e quella che spesso non si vede finché non è troppo tardi. La pressione esercitata dal canino dislocato può rosicchiare lentamente le radici degli incisivi laterali e centrali adiacenti, fino a comprometterne la stabilità. Studi cefalometrici e su CBCT mostrano riassorbimenti significativi in una quota non trascurabile di casi (Ericson & Kurol, 1988 — PMID: 3460964). È uno dei motivi per cui la diagnosi precoce è così importante.
Cisti follicolari (dentigere)
Attorno alla corona di un dente incluso può svilupparsi, lentamente, una cisti dentigera: una sacca contenente liquido che, espandendosi, può erodere l’osso circostante e coinvolgere strutture vicine come le radici dei denti adiacenti o il nervo. La diagnosi è radiografica.
Pericoronite, ascessi e infezioni
Quando il dente incluso emerge solo parzialmente in bocca (semi-incluso), il lembo gengivale che lo ricopre crea una “tasca” difficile da pulire, che si infiamma facilmente. Questa condizione si chiama pericoronite ed è una delle ragioni più comuni per cui i pazienti adulti scoprono di avere un dente del giudizio incluso. Se non trattata, può evolvere in ascesso o infezione più ampia.
Malocclusione e disagio estetico
L’assenza di un dente in arcata, soprattutto se anteriore, può causare lo spostamento dei denti vicini, alterare l’occlusione e creare un disagio estetico a volte molto importante per il paziente — pensiamo ad esempio al canino, che dà forma e supporto al sorriso e alle labbra. Approfondisco le conseguenze nella pagina sulla malocclusione dentale.
Diagnosi: dalla visita alla TC Cone Beam
La diagnosi di un dente incluso parte sempre dalla visita clinica e si conferma con esami radiografici, scelti in base al sospetto clinico e all’età del paziente.
Visita clinica e palpazione
Durante la visita, il dentista verifica i denti presenti in arcata, l’eventuale persistenza di denti decidui, la palpazione della bozza canina (nei bambini), la presenza di tumefazioni, di gengive infiammate o di fistole. Anche la storia familiare è importante: se uno dei genitori ha avuto un canino o un incisivo incluso, è buona norma controllare con attenzione il bambino.
Ortopantomografia
L’OPT (panoramica) è l’esame di primo livello: offre una visione complessiva di tutti i denti e delle ossa mascellari, permettendo di individuare denti inclusi, soprannumerari, cisti, riassorbimenti radicolari, anomalie di forma. È rapida, ben tollerata e a basso costo biologico.
TC Cone Beam (CBCT)
Quando serve una localizzazione precisa tridimensionale del dente incluso — per pianificare la trazione ortodontica, valutare i rapporti con le strutture anatomiche vicine, controllare i riassorbimenti radicolari — l’esame di elezione è la TC Cone Beam: un esame radiologico tridimensionale a dose contenuta rispetto alla TC convenzionale, da eseguire solo quando clinicamente indicato. La CBCT è particolarmente utile per il canino incluso e nei pazienti pediatrici, in cui la radioprotezione è una priorità.
Le opzioni di trattamento del dente incluso
Non esiste un protocollo unico: la scelta del trattamento dipende dall’età, dalla posizione del dente, dalla presenza di sintomi e complicanze, dalla compliance del paziente. Ecco le opzioni principali, dalla meno invasiva alla più radicale.
Nessun trattamento (monitoraggio attivo)
Se il dente incluso è asintomatico, in posizione profonda, non recuperabile facilmente e la sua estrazione comporterebbe rischi maggiori dei benefici, l’opzione corretta può essere il monitoraggio nel tempo: visite cliniche e radiografie periodiche per intercettare precocemente eventuali complicanze.
Trattamento intercettivo precoce
Nei bambini intorno ai 9-11 anni, in caso di canino dislocato palatalmente, è documentato che la semplice estrazione del canino deciduo, da sola o associata all’estrazione dei primi molari decidui, può favorire la normalizzazione spontanea del tragitto eruttivo del canino permanente in oltre il 60-75% dei casi (Baccetti et al., 2004 — PMID: 15387026). È l’esempio perfetto di come una diagnosi precoce permetta trattamenti minimamente invasivi: per questo l’ortodonzia intercettiva ha un ruolo così importante.
Trazione ortodontica con esposizione chirurgica
È la procedura più rappresentativa per recuperare un canino o un incisivo incluso che non emerge spontaneamente. Si tratta di una procedura combinata in due fasi:
- Esposizione chirurgica: il chirurgo orale solleva un piccolo lembo gengivale per scoprire la corona del dente incluso e applica un piccolo bottone ortodontico con catenina elastica
- Trazione ortodontica: l’ortodontista, attraverso l’apparecchio (fisso o anche, in casi selezionati, l’apparecchio invisibile), esercita una forza graduale che fa “scendere” lentamente il dente fino alla sua posizione corretta in arcata
La revisione Cochrane sull’esposizione chirurgica del canino palatale (Parkin et al., aggiornamento 2017 — PMID: 28868786) non ha dimostrato una superiorità netta della tecnica “aperta” rispetto a quella “chiusa”: la scelta dipende dalla profondità del dente, dall’orientamento della corona e dalla preferenza del clinico in base all’esperienza maturata.
Estrazione (avulsione)
Riservata ai casi in cui il dente non è recuperabile per posizione molto sfavorevole, anomalie morfologiche gravi o complicanze già instaurate. Per i denti del giudizio è spesso la prima scelta. Per maggiori informazioni vedi estrazione dei denti del giudizio a Firenze.
Autotrapianto
L’autotrapianto consiste nell’estrazione del dente incluso e nel suo reimpianto in una sede idonea (di solito l’alveolo del dente da sostituire). È una tecnica molto specialistica, indicata in casi selezionati, con tassi di successo dipendenti da molti fattori (età del paziente, stadio di sviluppo radicolare del dente trapiantato).
I diversi tipi di dente incluso e le loro specificità
Dente del giudizio incluso
I terzi molari sono il caso clinico più frequente: per la loro posizione (l’angolo posteriore della mandibola) e per il fatto che, evolutivamente, l’arcata umana spesso non ha più spazio sufficiente per accoglierli. Le manifestazioni più comuni sono pericoronite, dolore irradiato, carie sul molare adiacente e affollamento dei denti anteriori. La soluzione più frequente è l’estrazione; nei casi meno gravi e nei giovanissimi può essere indicato un trattamento ortodontico mirato.
Canino incluso
Il canino è un dente chiave per estetica e funzione: dà forma al sorriso (la “bozza canina” sostiene labbra e tessuti), guida i movimenti laterali della mandibola e protegge le articolazioni temporo-mandibolari. Per questo, quando è incluso, l’estrazione è quasi sempre l’ultima opzione: la prima scelta è il recupero ortodontico-chirurgico con trazione, eventualmente preceduto, nel bambino, da un trattamento intercettivo (estrazione del canino deciduo, espansione del palato).
Anche nell’adulto è possibile recuperare un canino incluso, sebbene il trattamento sia più lungo e complesso rispetto a quello pediatrico.
Incisivo centrale superiore incluso
Si manifesta intorno ai 7-8 anni, quando gli incisivi centrali superiori dovrebbero erompere prima dei laterali. Le cause più frequenti sono ostruttive (denti soprannumerari, odontomi) o traumatiche: una caduta sui denti da latte può alterare lo sviluppo del germe del permanente sottostante. La rimozione dell’ostacolo, spesso seguita da un breve trattamento ortodontico-chirurgico, permette il recupero del dente nella maggioranza dei casi.
Premolare incluso
Il secondo premolare inferiore è il più colpito tra i premolari, spesso a causa di una perdita precoce del molare deciduo o di un’anchilosi del dente da latte. Quando lo spazio in arcata è sufficiente, l’estrazione del deciduo può favorire la spontanea eruzione del permanente, eventualmente mantenuta con un mantenitore di spazio. Negli altri casi si procede con il recupero ortodontico o, raramente, con l’estrazione.
Secondo molare inferiore incluso
È raro (~0,08%) ma di gestione complessa per la posizione. Il trattamento è tanto più efficace quanto è precoce, idealmente tra gli 11 e i 14 anni, prima che la radice del molare sia completamente formata.
A chi rivolgersi: il Dott. Paolo Francesco Orlando e il team Dental Factor
Sono il Dott. Paolo Francesco Orlando, odontoiatra e chirurgo orale, fondatore e direttore sanitario degli studi Dental Factor (Albo Odontoiatri di Firenze n° 967). La gestione del dente incluso è un ambito multidisciplinare per eccellenza: richiede competenze chirurgiche, ortodontiche e, nei più piccoli, di odontoiatria pediatrica. Per questo nei nostri studi lavoriamo in équipe, con specialisti dedicati a ciascuna fase del percorso.
Se sospetti — per te o per tuo figlio — la presenza di un dente incluso, oppure se il tuo dentista ti ha già parlato di questa diagnosi e vuoi un secondo parere, puoi prenotare una visita di valutazione presso una delle nostre cliniche:
- Ortodonzia a Firenze — sede principale, Viale Giovanni Amendola
- Sede di Empoli — per pazienti del Valdarno-Valdelsa
- Sede di Ponsacco — per pazienti della Valdera e provincia di Pisa
Per i pazienti più piccoli abbiamo un percorso dedicato di odontoiatria pediatrica e ortodonzia intercettiva, pensato proprio per intercettare precocemente situazioni come il canino dislocato. Per fissare un appuntamento ti basta compilare il modulo di contatto o chiamarci.
Faq: Domande frequenti sul dente incluso
No. Molti denti inclusi sono asintomatici per anni e vengono scoperti per caso durante una panoramica. La mancanza di dolore, però, non significa che siano innocui: è proprio nel periodo “silenzioso” che possono svilupparsi complicanze come cisti o riassorbimenti radicolari dei denti adiacenti.
Dipende dalla profondità e dalla posizione del dente, dall’età del paziente e dal tipo di apparecchio scelto. Un recupero ortodontico-chirurgico classico richiede in genere 12-24 mesi, talvolta di più. Nei casi intercettati molto precocemente, il tempo si riduce sensibilmente.
L’intervento si esegue in anestesia locale ed è generalmente ben tollerato. Nel post-operatorio è normale qualche giorno di gonfiore e fastidio, gestibile con i farmaci prescritti dal chirurgo. Le tecniche chirurgiche moderne, associate a una corretta gestione del dolore post-operatorio, permettono nella maggior parte dei casi un recupero ben controllato.
In alcuni casi, soprattutto nel bambino con canino dislocato palatalmente, la sola estrazione del canino deciduo può favorire l’eruzione spontanea del permanente. È uno dei motivi per cui la diagnosi precoce a 8-10 anni è così importante. Negli adulti, invece, il dente non si sposta da solo: serve un trattamento attivo.
Sì, ma a precise condizioni: il dente deve essere asintomatico, in posizione che non danneggi i denti adiacenti, senza segni di cisti o riassorbimenti, e va sottoposto a controlli clinici e radiografici periodici. È una decisione clinica che si valuta caso per caso.
Sì. La familiarità è un fattore documentato, in particolare per il canino incluso. Se uno dei genitori ha avuto un’inclusione, è buona norma far controllare i figli con maggiore attenzione, soprattutto verso gli 8-10 anni.
L’età ideale per la diagnosi è intorno ai 9-10 anni, quando si può palpare la bozza canina. Il trattamento intercettivo è efficace verso i 10-11 anni; il recupero ortodontico-chirurgico si esegue di solito tra i 12 e i 14 anni, ma è possibile anche in età adulta.
In casi selezionati sì, ma il recupero di un canino incluso è una procedura complessa che richiede forze ortodontiche specifiche; spesso si preferisce l’apparecchio fisso tradizionale nelle fasi iniziali, eventualmente passando all’ortodonzia invisibile nelle fasi successive. La scelta dipende dal singolo caso.
Se il dente è asintomatico, integro e in posizione che non crea problemi alla pulizia o al molare adiacente, può essere monitorato nel tempo. Negli altri casi, ignorare un dente del giudizio sintomatico espone al rischio di pericoronite ricorrente, carie sul secondo molare, infezioni e — più raramente — formazione di cisti.
Il costo varia in base alla complessità (semi-incluso o totalmente incluso, posizione, vicinanza a strutture nobili come il nervo alveolare inferiore) e alla tecnica utilizzata (anestesia locale o con sedazione). Una visita di valutazione con esame radiografico è il primo passo per ricevere un preventivo personalizzato.
Dott. Paolo Francesco Orlando
Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n. 967 si occupa di implantologia dentale e ortodonzia.