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Il paziente deve fare un lavoroper la vita!

Dolore al dente devitalizzato

Durante intervento di devitalizzazione viene asportata la parte vitale del dente, la cavità così prodotta viene poi riempita con una pasta, con l’obiettivo di chiudere il dente ed evitare l’infiltrazione dei batteri. 

Con questo intervento il dolore dovrebbe via via diminuire, ma ci sono casi in cui si prova dolore anche a un dente devitalizzato, perchè?

Iniziamo col ricordare che dopo una terapia canalare è normale per qualche giorno dopo provare dolore, ma il dolore dovrebbe sparire nel giro di 48-36 ore.

Quando il dolore invece di diminuire, continua a persistere e anzi, aumenta col passare dei giorni, probabilmente ci troviamo davanti ad un caso di flare up, una complicanza alquanto seria.

Si tratta di una fase di riacutizzazione, in cui appunto il paziente continua a sentir male e può percepire anche una sensazione di gonfiore e di allungamento del dente. 

Cause:

  • Età

  • Sesso

  • Tipologia dentale

  • Stato pulpare

  • Presenza di dolore pre-operatorio 

  • Allergie 

Questi rappresentano fattori predisponenti la comparsa anche se, tra gli agenti causali predominanti ci sono:

  • un sovraccarico dell’elemento dentario: sul dente si applica una pressione eccessiva per le sue capacità di sopportazione, ad esempio durante la masticazione o in caso di bruxismo;

  • un’infiammazione del legamento parodontale;

  • una frattura o trauma dell’elemento dentario;

  • un’infiammazione del seno mascellare o di un nervo facciale.

 

Può succedere che per mesi il paziente non lamenta alcun dolore e il trattamento di devitalizzazione segue normalmente il suo decorso. Ma dopo alcuni mesi  il dente devitalizzato inizia di nuovo a dolere: le cause sono tutte riconducibili all’azione dei batteri, che però possono avere conseguenze differenti. Il dente può essere affetto da:

 

  • Granuloma: è un’infezione latente che è  causato dalla presenza di batteri e polpa dentale  che non sono stati opportunamente rimossi nella prima devitalizzazione.

  • Ascesso: può essere una conseguenza del granuloma, o crearsi in maniera indipendente. Interessa inizialmente i tessuti che circondano l’apice dentale e si estende progressivamente alle gengive.

  • Fistola: è una pustolina che si forma sulla gengiva,  prodotta dai batteri che non hanno trovato altro modo di fuoriuscire da sotto il dente.

  • Carie con infiammazione gengivale.

  •  

Cosa fare

 

Il dente devitalizzato non è un dente morto poichè resta circondato da terminazioni nervose, che continuano a percepire i diversi stimoli. 

In caso di dolore al dente devitalizzato, bisogna considerare se questo si presenta in seguito alla terapia o se invece è trascorso un periodo di tempo più o meno lungo prima che il paziente accusi nuovamente dei sintomi.

Nel caso di Dolore al dente devitalizzato nei giorni successivi al trattamento

Nel primo caso, la situazione è risolvibile con un semplice antinfiammatorio, o una terapia antibiotica.

Il dentista di solito avvisa il paziente della possibilità di flare-up, in modo da prepararlo anche psicologicamente ad affrontare il dolore per qualche altro giorno e rassicurarlo sull’efficacia del trattamento.

 

Quando si verifica, il fastidio è avvertito soprattutto durante la masticazione, perché il dente non percepisce più il caldo o il freddo, ma rimane sensibile alla pressione.

Nel caso di Dolore al dente devitalizzato a distanza di tempo

Quando invece il mal di denti si ripresenta dopo un lungo periodo, la cura è più complicata. Il dente devitalizzato è un potenziale incubatore di batteri, quindi particolarmente soggetto a carie ed infezioni di vario genere. 

 

In questo caso ovviamente sarà il dentista a valutare come intervenire perchè ci sono differenze caso per caso. 

Una delle soluzioni, ad esempio, è quella di effettuare una seconda cura canalare. Trattare una seconda volta un dente devitalizzato è una procedura particolarmente difficile, che non ha garanzia di successo al 100%, ma rappresenta oltre all’apicectomia, l’’alternativa all’estrazione.

Nei casi più gravi, in cui un secondo trattamento endodontico risulta troppo rischioso, bisogna necessariamente estrarre il dente ed occuparsi della sua ricostruzione dentale utilizzando un impianto o una protesi dentale, per evitare lo spostamento degli altri denti.

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