L’anestesia dal dentista quanto dura?

novembre 6, 2018
ANESTESIA QUANTO DURA

Questa è una domanda che spesso ci fanno i nostri pazienti, abbiamo quindi deciso di approfondire l’argomento. Per coloro che chiedono quanto dura l’anestesia dal dentista rispondiamo che dipende da diversi fattori: tipologia, dosaggio, e reazione dell’organismo.

Tendenzialmente gli effetti dell’anestesia svaniscono dopo due ore, passato questo tempo il senso di intorpidimento tipico che colpisce soprattutto le labbra ma anche parte del viso va via via svanendo.

Sicuramente l’anestesia è quella pratica che rassicura molto i pazienti, ce ne sono di diverse tipologie e variano caso per caso. A volte può essere usata anche quando potrebbe essere evitata proprio per mantenere il paziente in uno stato di tranquillità. Sappiamo bene quanto può spaventare un intervento del dentista. Ci sono casi, poi, in cui è assolutamente obbligatoria perchè l’intervento è davvero doloroso.

Quali sono i tipi di anestesia dal dentista?

Come dicevamo la scelta dell’anestesia dipende da qual’è l’intervento

  • Anestesia inalatoria;
  • Anestesia locale di superficie;
  • Anestesia locale per infiltrazione.

-Anestesia inalatoria o Sedazione più o meno cosciente – al paziente viene fatta inalare una miscela a base di protossido di azoto, a scopo analgesico, ansiolitico ma non specificamente anestetico. Non vi è la perdita di coscienza, bensì uno stato di rilassamento generale e di assenza di dolore

-Anestesia locale superficiale – detta anche anestesia topica, consiste nell’uso di analgesici in gel o spray, applicati dall’esterno sulla zona interessata. Ha rapido effetto ed è indicata per interventi di lieve entità. Le sostanze utilizzate non penetrano in profondità, quindi questo tipo di anestesia non dà la possibilità di estrarre un dente o di fare un intervento più importante ma riducono fortemente la sensibilità della zona in cui inserire l’ago per l’anestesia per infiltrazione. In questa maniera non si sentirà nemmeno il pizzicore.

-Anestesia locale con infiltrazione – in questo caso l’anestetico viene iniettato direttamente nei tessuti, in corrispondenza del dente su cui si sta operando. Consiste nell’iniezione della soluzione anestetica direttamente su o vicino la zona dove il dentista deve intervenire. L’iniezione va a bloccare i nervi sensitivi che hanno il compito di inviare l’impulso doloroso al cervello.

 

 

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ottobre 30, 2018

Il dentista in gravidanza

La gravidanza è un momento davvero speciale nella vita di ciascuna donna, ci sono un sacco di novità da affrontare e insorgono molti dubbi. In più ci sono un sacco di storie tramandate in famiglia e dicerie che spesso minano la tranquillità della futura mamma.

Vogliamo fare un pò di chiarezza visti i dubbi che ci presentano a studio molte donne.

Ci sono delle problematiche che possono insorgere durante la gravidanza, questi possono dipendere da diversi fattori, ovviamente in primis le caratteristiche personali e poi alcuni cambiamenti che si verificano con la gravidanza.

Cosa può succedere ai denti durante la gravidanza?

Nulla! non c’è da preoccuparsi, o meglio intanto sottolineiamo sempre che seguire una corretta igiene e fare una visita di controllo ogni sei mesi è la cosa migliore che si possa fare sia in gravidanza che fuori dalla gravidanza.

 

I cambiamenti a cui accennavamo poc’anzi riguardano il fatto che  nella bocca delle donne in gravidanza, può esserci maggior rischio di problemi gengivali. I cambiamenti ormonali e la maggiore permeabilità dei capillari sanguigni condizionano la salute delle gengive che sono molto più soggette a sviluppare gengiviti e possono anche apparire gonfie (iperplasia gengivale).La gengivite e i cambiamenti che avvengono sulle mucose della bocca possono peggiorare una parodontite preesistente, anche se non sembra possano favorirne la comparsa. La parodontite però è un possibile fattore di rischio per il parto pretermine. 

Un’altro problema che può insorgere riguarda un problema che colpisce le donne in gravidanza è la Iperemesi gravidica che porta nausea e spesso vomito. Questo disturbo può portare la corrosione dello smalto dei denti e questo determina un più facile insorgere delle carie.

Quindi senza allarmismi ripetiamo che è fondamentale farsi controllare.

Vi sono delle raccomandazioni per la promozione della salute orale in età perinatale, pubblicate sul sito del Ministero della Salute, aiutano a capire come fare.

Raccomandazioni

Queste le indicazioni di buona pratica clinica per la promozione della salute orale nel periodo perinatale:

  1. La prevenzione e il trattamento delle gengiviti, delle parodontiti e della carie dentale prima, durante e dopo la gravidanza sono il modo migliore per ottimizzare la salute degli individui in età perinatale e della comunità.
  2. Le principali misure che il medico, l’odontoiatra, il pediatra, l’ostetrica, il medico ginecologo, l’igienista dentale, dovrebbero suggerire, promuovere e adottare sono:
    • l’educazione alla salute orale
    • l’insegnamento e il rinforzo dell’informazione delle tecniche di igiene orale personale
    • l’educazione alimentare finalizzata alla prevenzione della carie nel nascituro
    • la valutazione delle condizioni orali
    • l’esecuzione durante la gravidanza di un intervento di igiene orale professionale
    • la valutazione del cavo orale del bambino da parte del pediatra entro il 12° ed entro il 24° mese di vita.
  3. Tutti i sanitari dovrebbero consigliare alle donne gestanti le seguenti azioni per migliorare la propria salute orale:
    • spazzolare i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e utilizzare il filo o altro ausilio interdentale tutti i giorni
    • limitare l’assunzione di cibi contenenti zuccheri solo durante i pasti
    • scegliere acqua o latte magro come bevanda. Evitare le bevande gassate durante la gravidanza
    • scegliere frutta piuttosto che succhi di frutta per soddisfare l’assunzione di frutta giornaliera raccomandata
    • effettuare una visita odontoiatrica e una seduta di igiene orale professionale, se non è stata effettuata negli ultimi sei mesi o se si è verificata una nuova condizione
    • in caso di problemi di salute ai denti o alle gengive, recarsi dal proprio odontoiatra dove poter eseguire le terapie necessarie e indicate, anche prima del parto.
  4. Per diminuire il rischio di insorgenza di erosioni e carie dentali nelle pazienti gravide che soffrono frequentemente di nausea e vomito da iperemesi gravidica:
    • alimentarsi frequentemente con piccole quantità di cibo nutriente
    • dopo gli episodi di vomito risciacquare la bocca con acqua con disciolta una piccola quantità di bicarbonato (un cucchiaino) per neutralizzare l’acidità dell’ambiente orale
    • masticare chewing-gum senza zucchero o contenente xilitolo dopo aver mangiato
    • utilizzare spazzolini da denti delicati e dentifrici al fluoro non abrasivi per prevenire danni alle superfici dei denti demineralizzate dal contatto con il contenuto gastrico acido.
  5. Tutti i sanitari dovrebbero consigliare alle donne in gravidanza che:
    • le cure dei denti sono sicure ed efficaci durante la gravidanza
    • durante il primo trimestre è utile recarsi dall’odontoiatra per la diagnosi e le eventuali terapie di processi patologici che necessitano di trattamento immediato
    • in caso di sanguinamento gengivale, dolore dentale, presenza di cavità nei denti, denti mobili, gonfiore alle gengive che insorgono durante il periodo di gravidanza, è necessario recarsi dal proprio odontoiatria per la diagnosi e le cure del caso
    • il periodo di tempo tra la 14a e la 20a settimana è ideale per provvedere alle cure dentali
    • le terapie orali elettive possono, invece, essere rimandate dopo il parto
    • il ritardo nel provvedere alle cure necessarie per condizioni patologiche esistenti potrebbe comportare un rischio significativo per la madre e, indirettamente, al feto.
  6. Tutti i sanitari devono consigliare alle donne che le seguenti azioni possono ridurre il rischio di malattie dentali nei loro bambini:
    • pulire le gengive del bambino anche prima dell’eruzione dei denti, dopo la poppata, con una garza morbida o uno spazzolino a setole molto morbide; quando spunteranno i primi denti, pulire con uno spazzolino molto morbido
    • evitare di mettere a letto il bambino con il succhiotto o un biberon contenente bevande differenti dall’acqua
    • limitare i cibi contenenti zuccheri solo durante i pasti
    • evitare comportamenti con scambio di saliva, ad esempio la condivisione del cucchiaio della pappa o del succhiotto, o la pulizia del succhiotto con la propria saliva, lo scambio di saliva durante i giochi.

 

settembre 28, 2018
denti nomi

Quali e quanti sono i nostri denti?

Quali sono i nomi dei denti?

La nostra bocca è composta da due arcate dentali, quella superiore e quella inferiore, i nostri denti sono 32: 16 nella parte superiore supportati da un osso detto mascella e 16 nella parte inferiore accolti dalla mandibola.

I 16 denti presenti in ogni arcata sono a loro volto divisi in:

  • 4 incisivi (denti davanti)
  • 2 canini (che seguono gli incisivi)
  • 4 premolari (subito dopo i canini)
  • 6 molari (nella parte più infondo della bocca)

L’uomo in quanto onnivoro ha sviluppato una dentizione idonea alla sua alimentazione, quindi differenziata e complessa.

Ogni tipologia di dente sopra elencata ha una diversa forma e una funzione specifica.

Gli incisivi

Gli incisivi sono i denti al centro dell’arcata dentaria. La loro forma è piatta e larga e il motivo di questa forma è dato dal fatto che servono per tagliare il cibo. La loro funzione con la masticazione è di strappare e sminuzzare il cibo. Tutti gli otto incisivi hanno una  grandezza diversa e gli incisivi dell’arcata superiore sono normalmente più grandi di quelli dell’arcata inferiore.

I canini

Il compito dei canini è quello di strappare e sminuzzare il cibo stopposo come la carne. Nell’uomo hanno in gran parte perso questa funzione, ma sono comunque fondamentale nell’occlusione.

I premolari: posizionati dopo i canini, sono due per lato sia nell’arcata superiore che in quella inferiore. I premolari sono la combinazione dei canini e dei molari nella forma, così come nella funzione. Hanno la funzione di triturare il cibo.

I molari

Sono posizionati alla fine dell’arcata dentaria e la loro funzione è quella di macinare e sminuzzare il cibo prima che sia inghiottito. I molari sono i denti più grandi di tutta la bocca.

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settembre 19, 2018
IMPIANTI ZIGOMATICI

Gli impianti zigomatici.

Per molti gli impianti zigomatici potrebbero essere una novità, ma nel nostro campo esistono da qualche anno e sono frutto dell’evoluzione della tecnologia e delle ricerca.

Sicuramente l’allungamento dell’età media e la richiesta sempre maggiore di un miglioramento della qualità della vita da un punto di vista sia estetico che funzionale, ha fatto sì che le tecniche odontoiatriche fossero sempre più vicine alle necessità dei pazienti.

Gli impianti zigomatici sono degli impianti in titanio che vanno ad ancorarsi alle ossa dello zigomo al fine di supportare in modo fisso i denti dell’arcata superiore.

Sicuramente l’allungamento dell’età media e la richiesta sempre maggiore di un miglioramento della qualità della vita da un punto di vista sia estetico che funzionale, ha fatto sì che le tecniche odontoiatriche fossero sempre più vicine alle necessità dei pazienti.

Spesso nei soggetti edentuli con marcata atrofia mascellare, la protesi mobile rappresenta un vero problema per la ridotta stabilità e per il disagio che essa comporta.

Gli impianti zigomatici permettono di sostituire la tradizionale dentiera con una protesi fissa saldamente ancorata ad impianti che vengono posizionati direttamente negli zigomi.

Questo tipo di intervento offre numerosi vantaggi:

  • il problema può essere risolto con una sola seduta di chirurgia

  • tempi di convalescenza brevi

  • elevata probabilità di successo

Il Direttore sanitario delle tre sedi Dental Factor, è specialista in Chirurgia Maxillofacciale, quindi esperto impiantologo.

Affidati a medici di esperienza.

Contattaci per un consulto e ritorna a sorridere 🙂

 

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settembre 7, 2018

Che cos’è l’odontoiatria estetica?

L’odontoiatria estetica o estetica dentale, è il settore odontoiatrico che si occupa del trattamento e miglioramento del sorriso, tramite la cura di denti, struttura ossea, gengive, labbra.
Per una miglior resa estetica, vengono eseguiti trattamenti specializzati che garantiscano risultati del tutto naturali, consoni all’età ed alle esigenze del paziente.

L’estetica del sorriso non è solo un bisogno superficiale. Il sorriso è il nostro biglietto da visita, e sentirsi bene con il proprio sorriso significa stare bene con se stessi.  Spesso, la morfologia di denti e gengive, così come il loro invecchiamento o deterioramento (per via del passare del tempo, di trattamenti sbagliati, dell’alimentazione, dell’igiene ecc…), possono creare problemi molto importanti di disagio nella relazione con gli altri. Inoltre intervenire esteticamente sul sorriso, spesso significa anche restituire durevolezza ed igiene dentale.

Alcuni metodi di intervento:

  • Sbiancamento dentale
  • Ricostruzioni dentali estetiche
  • Faccette in ceramica

Lo sbiancamento dentale permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli sicuramente più bianchi. I denti per natura si presentano in tonalità che possono variare dal giallino chiaro al grigio al marrone. Ci si deve rivolgere al dentista per un simile trattamento, grazie alle tecniche e alle strumentazioni all’avanguardia che può utilizzare.

Le ricostruzioni dentali estetiche è un intervento che grazie all’utilizzo di un composito  viene restaurato un dente danneggiato e migliorata la forma irregolare tenendo conto dell’aspetto estetico finale.

Le faccette dentali sono involucri applicati sulla superficie esterna del dente. In questo modo è possibile nascondere difetti di forma, colore o posizione dei denti,  queste possono essere considerate vere e proprie protesi.

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settembre 4, 2018
CURIOSITA

Ci sono tante curiosità sui denti, una di queste, ad esempio, riguarda una domanda alla quale non tutti sanno rispondere, il dente, è un organo o un osso?

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Il dente ha la funzione di organo e fa parte dell’apparato digerente insieme ad altre parti della bocca: ghiandole salivari, tonsille, lingua, muscoli.

Di seguito altre 5 curiosità sui denti!

1. Lo sapevi che lo smalto che ricopre la corona dentale è il tessuto più duro dell’organismo umano?

2. I denti cominciano a formarsi prima della nascita del bambino, nell’utero, intorno alla sesta settimana di gestazione. Mentre iniziano a spuntare tra i 6 e 12 mesi di vita del bambino;

3. Le carie dentali sono il secondo disturbo più comune al mondo dopo il raffreddore.

4. Gli Inca la sapevano lunga sul mal di denti: l’antropologa Francoise Barbra Freedman ha scoperto che un buon rimedio era masticare una pianta tropicale, l’Alcmella Oleracea, nota anche con il nome di Crescione di Para, oggetto di studio delle maggiori case farmaceutiche;

5. In epoca preistorica l’uomo aveva molti meno problemi legati alle carie. Infatti, nonostante i metodi per una corretta igiene dentale fossero scarsi, non si nutriva di alimenti raffinati e contenenti zucchero.

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agosto 31, 2018
REGOLE PER SORRISO SMAGLIANTE

Vuoi dei consigli per denti perfetti? Sei nel posto giusto!

Ecco a te 5 consigli fondamentali!

1- Vai dal dentista fin da piccolo, diventerà un’abitudine normale e potrai prevenire tantissime problematiche

2- I 3 elementi per un sorriso perfetto sono: dentifricIo, spazzolino e soprattutto FILO INTERDENTALE!! Ebbene sì, il filo interdentale svolge un ruolo importantissimo per la salute dei tuoi denti. Per combattere l’insorgere di carie e infezioni gengivali è un rimedio tra i più efficienti. Un utilizzo poco abituale del filo interdentale incoraggia il ristagno della placca che, a lungo andare, si trasforma in accumuli di tartaro rimovibili solo con una pulizia dentale professionale.

3- Attenzione allo zucchero! Questo alimento è il principale nemico dei denti! Mangiare cibi poco zuccherati è importante e soprattutto lavare i denti dopo averli assunti! Attenzione, non mangiare cibi zuccherati prima di andare a dormire senza aver curato la tua igiene orale 😉

4- Non fumare. Il fumo fa ingiallire i denti, lascia un alito cattivo e aumenta il rischio di problemi gengivali, nonché di cancro alla bocca.

5- Se le gengive appaiono arrossate e sanguinanti, non si devono trascurare le visite specialistiche. Il sanguinamento delle gengive può indicare la presenza di una parodontite. 

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luglio 7, 2018

Mal di denti in vacanza

Se vuoi partire col sorriso segui i nostri consigli 😉
Cosa fare quando si hanno problemi con i denti nel bel mezzo delle vacanze?

Ti mostriamo qualche esempio di situazione scomoda e cerchiamo di darti qualche consiglio utile 🙂

Salta una capsula o un’otturazione
Se vi succede una cosa del genere è fondamentale recarsi il prima possibile dal dentista nel frattempo è il caso di evitare cibi e bevande fredde e opportuno mantenere il dente pulito. Ci sono anche dei kit in farmacia che hanno lo scopo di risolvere momentaneamente il problema. Appena possibile consigliamo di contattare il pronto soccorso dentistico per risolvere il problema.
Dente fratturato
In questo caso è bene evitare cibi e bevande fredde, nel caso in cui il trauma sia importante farsi consigliare dal farmacista e prendere un farmaco per ridurre l’infiammazione. Recarsi il prima possibile da un dentista anche in questo caso per far valutare la gravità del danno.
Sia per problemi gravi o meno gravi non si può trascurare l’importanza di rivolgersi subito ad un dentista competente.
Carie
Dolore lancinante a causa di carie, anche in questo caso sicuramente può aiutare un antidolorifico consigliato dal farmacista, ma questo è uno dei problemi che si può evitare.
Come?
La cosa migliore che si possa fare prima di partire è recarsi dal dentista di fiducia per eseguire un controllo dello stato di salute della bocca, da Dental Factor è gratuito! Sicuramente importante è effettuare il trattamento di pulizia dei denti e igiene orale.
In questo modo il dentista potrà verificare che:
tutte le otturazioni ai denti cariati siano efficienti e non saltino durante un pasto;
non ci siano patologie latenti e non curate che possano provocare improvvisi dolori acuti (spesso le carie non si vedono allo specchio). In caso di carie è possibile eseguire una terapia d’emergenza temporanea (pulpotomia) che permette di alleviare il disturbo e di completare la devitalizzazione una volta tornati dalla vacanza.

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giugno 28, 2018

A cosa è dovuto l’alito cattivo?

L’alitosi può dipendere avere diverse cause, per quanto riguarda la bocca possono essere:
  • scarsa o inappropriata igiene orale che determina la formazione di placca e tartaro;
  • carie dentale
  • malattie parodontali
  • ascesso dentale
  • tabagismo
  • patina bianca sulla lingua
  • malattie parodontali

L’alito cattivo può anche dipendere dalla alimentazione e la dieta, quindi lo stile di vita che si conduce.

In altri casi può dipendere da patologie che riguardano le vie respiratorie, oppure dal reflusso gastroesofageo, tonsillite, diabete o disfunzioni renali.

La prima cosa importante da fare è rivolgersi al dentista, che effettuerà una visita per la diagnosi del problema. Ovviamente la maggior parte dei problemi sopraindicati possono essere risolti all’interno dello studio dentistico ma qualora fosse necessario verrà consigliato l’approfondimento da un altro specialista.

Nel frattempo è sempre opportuno ricordare di effettuare un rito giornaliero di pulizia dei denti che prevede il lavaggio dei denti dopo ogni pasto e l’uso fondamentale del filo interdentale e del colluttorio.

Bastano davvero poche mosse per prevenire tanti fastidi che riguardano il biglietto da visita più bello che possiamo portare con noi: il nostro sorriso!

 

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giugno 21, 2018

 

La malocclusione è un’alterazione dei rapporti di armonia tra le strutture scheletriche, muscolari e dentarie che impediscono il corretto funzionamento ed alterano l’estetica, dell’apparato stomatognatico.
Vi sono diverse cause: la malocclusione può dipendere da fattori ereditari (trasmessi dai genitori) oppure da fattori ambientali (legati quindi a da fattori esterni).

I primi segni di malocclusione possono essere individuati già verso il  terzo anno di età  (in media a tre anni si completa l’eruzione dei denti decidui); in altri casi, essi si evidenziano più avanti con l’eruzione dei primi denti permanenti (6-8 anni), fino al completamento della permuta intorno ai 13-14 anni.
La diagnosi di malocclusione viene posta dall’odontoiatra o dall’ortodontista (odontoiatra specialista in ortognatodonzia). Gli elementi indispensabili per una corretta diagnosi sono la valutazione clinica e dello stato psicologico del paziente. Al fine di raccogliere tutte le informazioni necessarie, l’odontoiatra richiede anche alcune indagini radiografiche indispensabili per ottenere una corretta diagnosi ortodontica.
Vi sono diversi tipi di diagnosi in base ovviamente alla situazione e alla gravità:

– la terapia ortodontica intercettiva, eseguita in età precoce, viene utilizzata nei pazienti in crescita che presentano alterazioni scheletriche (per es. contrazione palatale, rapporti di Classe III dento-scheletrica, morso aperto da abitudine viziata come il succhiamento del pollice, problematiche occlusali associate a disturbi respiratori) o problemi relativi alla permuta dentaria (per es. perdita precoce di denti o ritardi di permuta). Questa terapia ha di solito una breve durata (dai 6 fino agli 18 mesi) e ha lo scopo di impedire lo sviluppo di anomalie che potrebbero determinare, con la crescita, l’instaurarsi di quadri più complessi.

– la terapia ortopedico-funzionale per correggere le malocclusioni di Classe II da retrusione mandibolare è necessaria invece in corrispondenza del picco di crescita puberale (tra i 10 e 13 anni);

– la terapia ortodontica eseguita al termine della permuta viene in genere utilizzata per correggere disallineamenti dentari e può essere effettuata anche in pazienti adulti

La terapia ortodontica può essere intrapresa tramite l’utilizzo di apparecchi fissi e/o rimovibili. Tale scelta tiene in considerazione vari fattori tra cui rivestono un ruolo determinante il tipo, la gravità della malocclusione, l’età del paziente e la sua collaborazione.

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